Un imprevisto sanitario ha trasformato una giornata di festa accademica in un episodio di forte tensione all’Università della Calabria. Presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU), l’improvviso malore di un docente ha reso necessaria una riorganizzazione immediata di una seduta di laurea, in quanto il professore figurava come relatore o correlatore per oltre dieci candidati.
La situazione è tuttavia degenerata a causa della reazione di alcuni familiari degli studenti che, secondo quanto ricostruito dall’Ateneo, hanno bloccato una seconda sessione di laurea, creando disservizi e momenti di disordine. L’intervento della direzione universitaria e del rettore Gianluigi Greco ha permesso di ripristinare la calma e assicurare il completamento delle procedure.
Interruzione della seduta e protesta dei familiari
La vicenda ha preso origine dai gravi problemi di salute che hanno colpito improvvisamente il docente. Nel corso delle valutazioni da parte della direzione di Dipartimento, del Prorettorato alla Didattica e delle rappresentanze studentesche per identificare una soluzione, diversi congiunti dei laureandi hanno intrapreso un’azione di protesta autonoma. I familiari hanno occupato e bloccato una differente seduta di laurea del Dipartimento, compromettendo lo svolgimento delle discussioni e impattando sul programma degli altri studenti presenti.
Il rettore Gianluigi Greco ha ricostruito così le fasi concitate dell’accaduto: “Prima ancora che potessi valutare lo stato delle cose e ipotizzare una qualche soluzione, ho dovuto apprendere che alcuni congiunti e familiari dei candidati avevano dato vita a un’azione di forza, bloccando una differente seduta del Dipartimento, compromettendone il regolare svolgimento e incidendo sui diritti degli altri laureandi”. La condotta ha superato i margini della semplice rimostranza, generando criticità per la sicurezza e la continuità operativa delle attività didattiche.
La riorganizzazione della commissione e il completamento delle lauree
Superata la fase di emergenza, le forze interne dell’Ateneo sono riuscite a ripristinare le normali condizioni di ordine all’interno delle aule. La struttura didattica ha attivato una procedura straordinaria per consentire lo svolgimento di tutte le discussioni previste ed evitare l’annullamento della sessione. È stata quindi nominata una commissione sostitutiva basata sulle schede di valutazione fornite dal docente prima del malore. Tale misura ha permesso di portare a termine le discussioni e le successive proclamazioni sia per la sessione direttamente interessata dall’assenza del relatore, sia per quella temporaneamente bloccata dalle proteste.
Sulle modalità di risoluzione dell’imprevisto, Greco ha evidenziato la reattività delle strutture accademiche: “Di fronte a tale criticità, mi preme sottolineare la significativa capacità di gestione organizzativa e di reazione dimostrata dall’Ateneo e dal Dipartimento”.
La posizione dell’Ateneo e le possibili conseguenze
Nonostante il felice esito organizzativo, la dirigenza dell’Università ha espresso una ferma condanna nei confronti delle modalità con cui si è manifestato il malcontento. Il rettore ha ribadito l’inaccettabilità di condotte che minacciano la regolare attività istituzionale e la convivenza civile nelle strutture universitarie.
“L’Ateneo non può e non intende tollerare comportamenti come quelli che hanno compromesso il regolare svolgimento delle attività nelle nostre aule, creando il rischio di una grave situazione di disordine pubblico”, ha dichiarato Greco, soffermandosi anche sulla mancanza di empatia riscontrata nei confronti dello stato di salute del professore: “È peraltro sconcertante constatare come, davanti a notizie mediche tutt’altro che rassicuranti su un nostro docente, non sempre siano state manifestate la necessaria sensibilità e attenzione per la situazione umana in corso”.
I responsabili dell’azione di forza sono stati in parte identificati. L’Ateneo intende procedere con l’accertamento delle singole responsabilità per valutare l’adozione di eventuali provvedimenti formali. In merito alla responsabilità etica e civica dell’evento, Greco ha concluso: “Avverto il preciso dovere morale, prima ancora che istituzionale, di segnalare e condannare con fermezza tutte le occasioni in cui comportamenti prevaricatori e lesivi dei diritti altrui rischiano di compromettere il senso civico e le regole basilari della convivenza civile”.



