Il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato che la protesta degli agricoltori prosigue con determinazione e si sposterà nella Capitale il prossimo 27 ottobre per una grande manifestazione di carattere nazionale. Dopo settimane di presidi, i rappresentanti della mobilitazione sottolineano che l’esito decisivo della loro battaglia si giocherà sotto i palazzi delle istituzioni romane. Una massiccia partecipazione a Roma viene considerata fondamentale per dimostrare al Governo la compattezza e la fermezza del settore, ormai non più disposto ad accettare compromessi superficiali. Per facilitare l’afflusso dei manifestanti, ciascun presidio ha predisposto riferimenti organizzativi dedicati alla gestione di pullman e mezzi di trasporto.
L’invito ad aggregarsi alla piazza del 27 ottobre è stato esteso anche alle famiglie e ai consumatori, poiché le criticità legate al caro carburante, all’aumento dei costi energetici e al generale rincaro della vita rappresentano un’emergenza che travalica i confini della categoria agricola e dei trasporti. Secondo il movimento, il quadro economico attuale sta spingendo numerose famiglie a una condizione di costante preoccupazione per il proprio futuro finanziario e per la sostenibilità delle spese quotidiane.
Nel frattempo, i presidi attivi sul territorio della Calabria rimarranno operativi, sebbene sia stato concordato un alleggerimento dei blocchi per consentire il transito ai mezzi pesanti incaricati del trasporto di beni di prima necessità. In merito al confronto istituzionale, il Movimento Popolare Nazionale giudica il dialogo con la Regione e con il Governo centrale come ancora alle fasi iniziali. Pur prendendo atto dello stanziamento di 10 milioni di euro promosso dal presidente Roberto Occhiuto a parziale ristoro per il gasolio agricolo, il movimento ritiene tale contributo insufficiente e non risolutivo. Per evitare che a inizio anno si ripresentino le medesime criticità, la mobilitazione continuerà ad oltranza chiedendo interventi strutturali di ampio respiro e scelte politiche decisive.



