L’interruzione del taglio sulle accise decisa l’inizio di ottobre ha riportato in primo piano la questione della pressione fiscale sui carburanti in Italia. Nel panorama europeo l’Italia figura ai vertici della classifica per l’incidenza delle tasse, piazzandosi al primo posto per il prelievo sul gasolio e al terzo per la benzina, pur mantenendo un prezzo finale alla pompa più basso rispetto a Paesi come Francia e Germania.
Il peso delle tasse e i dati sui prezzi al consumo
Escludendo la realtà di Malta, che applica prezzi amministrati con quotazioni alla pompa eccezionalmente basse (1,340 euro al litro per la benzina e 1,210 euro al litro per il gasolio) a fronte di accise elevate, l’Italia detiene il primato per la tassazione sul diesel. Il prelievo fiscale sul gasolio raggiunge il 48%, ben al sopra della media dell’Unione Europea fermatasi al 37,9%. A seguire figurano Belgio, Danimarca, Francia e Lituania con incidenze tra il 42% e il 43%, mentre la tassazione minima si registra in Polonia (25,5%), Spagna e Svezia (27%). Per la benzina le imposte in Italia costituiscono il 51% del valore finale.
Nel computo del listino complessivo prima e dopo le tasse, la collocazione italiana risulta tuttavia più contenuta. L’Analisi dell’Adusbef sui dati della Commissione Europea evidenzia come per il prezzo finale del diesel l’Italia si attesti in settima posizione con 2,244 euro al litro. I costi più elevati del gasolio si riscontrano in Finlandia (2,531 euro al litro), Danimarca (2,501 euro al litro) e Olanda (2,456 euro al litro), mentre Francia e Germania registrano rispettivamente 2,345 e 2,266 euro al litro. Le quotazioni inferiori si trovano invece in Polonia (1,79 euro al litro), Bulgaria e Spagna (1,88 euro al litro).
Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero del Made in Italy mostrano per la modalità self service una media di 2,020 euro al litro per la benzina (a fronte dei 2,022 euro rilevati il giorno precedente) e di 2,261 euro al litro per il gasolio (rispetto ai 2,260 euro del giorno prima). Sulla rete autostradale i valori medi in self service risultano pari a 2,042 euro al litro per la benzina e a 2,301 euro al litro per il gasolio.
Reazioni, proteste e opzioni di intervento pubblico
Il presidente dell’Adusbef, Antonio Tanza, segnala che gli automobilisti risultano i più gravati sul fronte del prelievo sul gasolio e sottolinea come il meccanismo delle accise mobili, teoricamente utile a mitigare i rincari mediante l’extra-gettito IVA, non abbia trovato attuazione. Sul fronte politico, Carlo Calenda richiama l’attenzione sullo squilibrio fiscale tra settori diversi, evidenziando la presenza di accise contenute sui tabacchi e molto pesanti sui carburanti, proponendo una modulazione delle aliquote a favore dei beni di prima necessità e dei trasporti.
Le ricadute del livello dei prezzi coinvolgono direttamente le categorie produttive più esposte. Per i prossimi giorni sono previsti appuntamenti centrali per la tenuta della tregua sociale: la manifestazione dei tassisti e il successivo incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra Matteo Salvini e i rappresentanti del settore dell’autotrasporto, chiamato a fare il punto sulle tutele e sui costi operativi di filiera.



