Al Moci di Via Popilia nuovo appuntamento con Immagina Cosenza. Presenti diversi esponenti delle varie anime del centrosinistra. Ospite dell’appuntamento la giurista Anna Falcone: «In questa sala vedo l’embrione di una classe dirigente che saremmo felici di votare»
Dall’Anagrafe del bisogno alla realizzazione di nuovi asili nido nei quartieri, dai servizi di accompagnamento e trasporto per le persone con disabilità alle Portinerie di Quartiere, dallo sport gratuito per i bambini delle famiglie meno abbienti al contrasto alla solitudine e alla riqualificazione degli spazi pubblici.
Sono i cinque impegni assunti dal candidato sindaco Giacomo Mancini nel corso del terzo appuntamento di Immagina Cosenza – Conversazioni per costruire il domani, che ha visto protagonista la giurista Anna Falcone, al MOCI di via Popilia.
«Non ci rassegniamo al declino di Cosenza. Non ci rassegniamo a una città nella quale la solitudine diventa una condizione sempre più diffusa, le ingiustizie si moltiplicano e chi soffre viene lasciato solo, nel silenzio e nell’indifferenza. Non ci rassegniamo a un comune egoista, che volta le spalle a chi ha bisogno», ha dichiarato Mancini.
«Noi vogliamo una Cosenza che si prenda cura delle persone. Un comune che non aspetti che qualcuno trovi la forza di chiedere aiuto, ma sappia riconoscere i bisogni, raggiungere chi è in difficoltà e offrire risposte concrete. Perché la strada da dove vieni non può decidere dove puoi arrivare».
Cinque impegni che nascono dall’ascolto e indicano una direzione precisa: costruire un comune che conosca i bisogni, sia presente nei quartieri e garantisca a tutti le stesse opportunità.
1. ANAGRAFE DEL BISOGNO. Realizzare un sistema cittadino di conoscenza e monitoraggio delle fragilità economiche, abitative e sociali, per raggiungere anche chi non riesce a chiedere aiuto. Una mappatura periodica estesa a tutti i quartieri, con il coinvolgimento dei servizi sociali e dei soggetti autorizzati, referenti per la presa in carico e verifica dei tempi di risposta, nel rispetto della riservatezza delle persone.
2. MAI PIÙ SOLI. Costruire una rete cittadina contro la solitudine e l’isolamento, con particolare attenzione agli anziani, alle persone con disabilità e a chi vive condizioni di fragilità. Accanto all’ascolto, alle visite concordate e alle iniziative di socializzazione, organizzare servizi di accompagnamento e trasporto sociale, anche attraverso mezzi accessibili e attrezzati per persone con mobilità ridotta, per raggiungere strutture sanitarie, uffici pubblici, luoghi di aggregazione e altre destinazioni essenziali. Una rete coordinata dal Comune, in collaborazione con associazioni e soggetti qualificati, per garantire maggiore autonomia e partecipazione alla vita della comunità.
3. PORTINERIE DI QUARTIERE. Recuperare immobili comunali disponibili per creare luoghi di prossimità accessibili e collegati agli uffici comunali, con servizi di orientamento, assistenza, biblioteche e videoteche, prestito gratuito di oggetti e attrezzature e corsi di italiano per adulti stranieri. Una rete di servizi capace di raggiungere progressivamente tutti i quartieri, partendo dalla verifica degli immobili disponibili, della loro accessibilità e delle risorse necessarie.
4. PIAZZE DELLA COMUNITÀ. Riqualificare gli spazi pubblici con playground gratuiti, aree verdi, panchine e luoghi di incontro, accessibili anche alle persone con disabilità. Gli interventi saranno individuati attraverso una ricognizione delle aree disponibili e criteri trasparenti basati sui bisogni dei quartieri, sull’accessibilità e sulla carenza di spazi di aggregazione, prevedendo anche la manutenzione nel tempo. L’obiettivo non è inaugurare nuove piazze, ma restituire ai cittadini luoghi da vivere ogni giorno.
5. NESSUN BAMBINO ESCLUSO. Promuovere un Patto comunale per l’infanzia e l’adolescenza che preveda la realizzazione di nuovi asili nido nei quartieri meno serviti, il ripristino delle colonie estive e delle ludoteche, l’erogazione tempestiva dei buoni per i libri scolastici e l’apertura pomeridiana delle scuole per doposcuola e attività educative. Introdurre inoltre, nei nuovi affidamenti degli impianti sportivi comunali, clausole sociali per garantire corsi gratuiti ai figli delle famiglie a basso reddito. Un insieme coordinato di interventi per assicurare a ogni bambino opportunità di crescita, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia e dal quartiere in cui vive.
«L’uguaglianza non può restare soltanto un principio scritto nella Costituzione», ha aggiunto Mancini. «Deve diventare una realtà nella vita quotidiana. Non basta riconoscere un diritto: bisogna mettere le persone nelle condizioni di esercitarlo. Per questo vogliamo che servizi e investimenti siano distribuiti secondo criteri pubblici e trasparenti, dando priorità ai bisogni delle persone e alle carenze dei quartieri. Una buona amministrazione non si misura dagli annunci, ma dalla capacità di migliorare concretamente la vita dei cittadini».
Al dibattito sono tra gli altri intervenuti l’ex deputato Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana, il presidente regionale di Aiop Enzo Paolini; la componente della segreteria regionale di Avs-Alleanza Verdi Sinistra Maria Pia Funaro; la leader di What Woman Want e consigliera comunale di Cosenza Bianca Rende.
Anna Falcone ha immaginato Cosenza come «capofila di una rete di comuni coraggiosi», impegnati nel ricucire il tessuto sociale in applicazione del dettato costituzionale che «all’articolo 3 – ha ricordato la giurista – attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Occorre costruire un modello non solo di assistenza ma anche di integrazione, partendo dalla mappatura dei bisogni ed individuando le tante situazioni di fragilità presenti soprattutto nei quartieri più popolari e periferici, difficili da identificare e che per questo rimangono fuori dai radar dei servizi di assistenza». Sul piano politico poi, Anna Falcone ha letto come segnale positivo la partecipazione di «segretari e responsabili delle tante anime del centrosinistra, non per i soliti saluti di cortesia ma per portare proposte concrete con la volontà di contribuire alla scrittura di un programma condiviso. Dobbiamo avere l’ambizione non solo di scrivere i programmi ma di realizzarli. E per realizzarli bisogna essere uniti e puntare a vincere. In questa sala ho già visto l’embrione di una classe dirigente che saremmo orgogliosi di votare»
L’incontro con Anna Falcone ha rappresentato la terza tappa di Immagina Cosenza, dopo le conversazioni con l’architetto Giovanni Multari e l’imprenditrice Giovanna Allegrini.
Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti dedicati alle grandi questioni che riguardano il futuro della città, a partire dalla mobilità e dalla sicurezza del territorio.



