Si è conclusa a Vibo Valentia la nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa, una tre giorni ricca di appuntamenti culturali diffusi nel territorio vibonese. Il protagonista dell’evento finale, ospitato nella sala Francesco Vangeli del Talent Hub della Fondazione Valentia, è stato il giornalista, scrittore e sceneggiatore statunitense Alan Friedman.
Accolto dal presidente della Fondazione Valentia Anthony Lo Bianco e intervistato dal direttore di LaC News24 Franco Laratta, l’incontro ha visto anche la partecipazione del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, del presidente della Camera di commercio Pietro Falbo, del presidente facente funzioni della Provincia Franco Barbalace e del presidente della Bcc Calabria Ulteriore Gregorio Ferrari.
L’evento ha preso le mosse dalla presentazione del nuovo romanzo di Friedman, “La mano di Orfeo” (pubblicato da Baldini e Castoldi), un thriller di spionaggio ambientato tra finanza, geopolitica e i palazzi del potere globale. L’autore ha colto l’occasione per offrire una disamina nitida e serrata sulle principali dinamiche internazionali e sulla politica interna italiana e americana.
L’analisi globale: Trump, l’Europa e la crisi energetica
I passaggi più incisivi dell’intervento hanno riguardato la figura di Donald Trump e lo scenario geopolitico attuale. Friedman ha espresso forte preoccupazione per la stabilità economica globale:
“Dobbiamo sperare che questi due anni che ancora restano come amministrazione Trump finiscano presto perché rappresenta un pericolo per l’economia mondiale e il peggio, purtroppo, deve ancora arrivare.”
Sul fronte europeo, il giornalista ha evidenziato le fragilità del continente di fronte alle pressioni esterne:
“L’Europa è disunita e deve resistere al rischio di essere schiacciata tra l’aggressione di Vladimir Putin, il populismo e l’aggressione di Donald Trump.”
Friedman si è soffermato anche sulle recenti tensioni legate allo Stretto di Hormuz e sulle ripercussioni sui costi dell’energia, oltre a richiamare i vincoli costituzionali statunitensi, citando la Emoluments Clause e ricordando come il quadro istituzionale americano stia attraversando una fase di profondo stress e polarizzazione.
Il quadro politico italiano e i consigli per il territorio
Interpellato sulle dinamiche del panorama politico italiano, Friedman ha offerto un commento ironico ma netto sulle divergenze interne alle coalizioni di opposizione, soffermandosi in particolare sulle posizioni in materia di politica estera e richiamando le affinità tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini:
“Salvini e Conte stanno bene insieme come il cacio sui maccheroni.”
Nel tracciare un parallelo tra la società statunitense e quella italiana, lo scrittore ha mantenuto uno sguardo critico ma fiducioso sulle potenzialità dell’Italia. Sollecitato dai rappresentanti delle istituzioni locali, ha concluso con un messaggio dedicato allo sviluppo economico e turistico del territorio vibonese e calabrese, sottolineando la necessità di investire nelle competenze amministrative, nella formazione linguistica e nell’apertura ai mercati internazionali.



