La revisione della legge Fornero e il ritorno alla flessibilità in uscita tornano al centro del dibattito politico. L’obiettivo di permettere ai lavoratori di ritirarsi a 64 anni anziché a 67 è stato ribadito dal vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, durante un suo intervento su Radio 24.
«La priorità per la Lega da tempo, e finalmente ci siamo arrivati, è superare la legge Fornero, quindi restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67», ha dichiarato il leader leghista, definendo l’intervento un’opzione di scelta per i lavoratori.
La fiducia del ministero e le stime economiche
Salvini si è detto fiducioso di poter concretizzare una promessa storica del proprio partito, rimasta in sospeso nelle precedenti sessioni di bilancio a causa di vincoli e priorità economiche di altra natura.
Sul fronte delle coperture, il vicepremier ha precisato che l’iter tecnico non è ancora del tutto concluso: «Il Mef e l’Inps stanno stimando il costo, sicuramente ci sarà la copertura necessaria per permettere a chi ha versato i contributi di riavere indietro almeno i suoi contributi».
Al momento, nelle dichiarazioni ufficiali non vengono tuttavia precisati i dettagli operativi della misura: rimangono ancora da definire gli specifici requisiti contributivi, le precise modalità di calcolo dell’assegno e i tempi effettivi di entrata in vigore.
Un fondo da circa 1 miliardo nella manovra
Per prevenire uno stallo nei conti pubblici, l’intesa raggiunta all’interno della maggioranza per affrontare il capitolo uscite anticipate prevedrebbe una struttura a due fasi:
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Il capitolo in Manovra: La legge di bilancio in fase di definizione stabilirebbe l’istituzione di un fondo ad hoc da poco meno di un miliardo di euro.
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L’attuazione a inizio anno: Le risorse stanziate verrebbero poi concretamente utilizzate e declinate nei dettagli operativi tramite un provvedimento successivo a gennaio.
Con questo schema, la Manovra si limiterebbe in prima battuta a blindare la dote finanziaria complessiva per la flessibilità previdenziale, rimandando all’inizio del nuovo anno la definizione esatta dei criteri e della platea di lavoratori interessati dall’anticipo pensionistico.



