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La vertenza dei trasporti resta aperta: dal Governo no ai fondi immediati sul carburante

Non rientra la protesta del mondo dei trasporti e dell’agricoltura. Il confronto tra le rappresentanze di settore e il Governo prosegue, ma i nodi principali restano irrisolti e il caro carburante continua a soffocare le imprese, mantenendo gli autotrasportatori in stato d’agitazione.

L’ultimo vertice tenutosi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, non è bastato a chiudere la vertenza che vede in prima linea le aziende del Mezzogiorno. Il quadro emerso dal tavolo ministeriale evidenzia un dato critico: le risorse attualmente a disposizione dell’esecutivo non consentono di stanziare nuovi fondi diretti nell’immediato per tagliare il costo del carburante. Una posizione che lascia invariata la distanza tra le esigenze reali delle imprese e le misure messe in campo finora.

Le richieste delle imprese al tavolo ministeriale

Al confronto a Roma hanno preso parte le delegazioni di Fedralog in rappresentanza di Calabria, Basilicata, Puglia, Molise e Campania. Pur registrando la disponibilità del Ministero a valutare le istanze territoriali in vista di futuri interventi normativi, le imprese chiedono risposte strutturali e immediate.

Tra le proposte principali presentate al governo figurano:

  • Adeguamento tariffario: un meccanismo legato alla fatturazione elettronica e al Sistema di Interscambio per garantire trasparenza ed equità tra i compensi e i costi reali di trasporto.

  • Costi operativi e rinnovo parco veicolare: interventi su pedaggi, revisione delle dinamiche di subvezione e incentivi destinati al rinnovo dei mezzi e all’acquisto di strumentazione tecnologica di bordo.

  • Lavoro e formazione: misure specifiche dedicate all’occupazione e al ricambio generazionale all’interno del comparto.

Fedralog: “Fermo sospeso, ma la vertenza continua”

Se da un lato Fedralog riconosce le aperture e i primi passi – tra cui lo stanziamento di 126,4 milioni di euro complessivi per il credito d’imposta sul gasolio –, dall’altro giudica le risposte ancora insufficienti a garantire la tenuta economica delle aziende.

Liquidità, recupero dei maggiori costi sostenuti, accise, pedaggi e accesso al credito rimangono capitoli aperti. L’organizzazione sottolinea con chiarezza che la sospensione del fermo non equivale alla conclusione della vertenza: il dialogo prosegue con una costante verifica dell’applicabilità e dell’efficacia reale dei provvedimenti promessi.

“La sospensione del fermo non rappresenta la conclusione della vertenza.”— Fedralog

Calabria: 10 milioni per le imprese e la Consulta regionale

Segnali più distensivi arrivano invece sul fronte regionale in Calabria. Fedralog esprime un giudizio favorevole per lo stanziamento di 10 milioni di euro destinati alle imprese del trasporto merci su strada, con l’avvio della piattaforma per la presentazione delle domande previsto entro la fine del mese.

Accolta positivamente anche l’approvazione in Giunta della nascita della Consulta regionale dell’Autotrasporto, uno strumento permanente di confronto tra istituzioni e aziende. Ringraziando il presidente della Regione Roberto Occhiuto e l’assessore Montuoro, Fedralog chiarisce però che “Bonus gasolio e Consulta devono rappresentare un punto di partenza e non un punto di arrivo”.

Agricoltori: presìdi a oltranza e polemiche con l’esecutivo

Parallelamente, si inasprisce la mobilitazione del mondo agricolo. A seguito della manifestazione organizzata a Montecitorio da centinaia di manifestanti giunti dalla Calabria e dal Sud Italia, il Movimento popolare nazionale ha annunciato la prosecuzione a oltranza di sit-in e presìdi sul territorio.

Ad alimentare il malcontento degli agricoltori è anche la risposta delle istituzioni a Roma: il movimento contesta infatti al Governo e alla premier Giorgia Meloni il mancato ricevimento di una delegazione. Un gesto definito dagli organizzatori come “una mortificazione inaccettabile” che rafforza la determinazione della protesta: “Non faremo un solo passo indietro”.