Una grande partecipazione di persone di ogni età ha caratterizzato lo sciopero generale di oggi. Cosenza si è riempita di bandiere, colori, voci e slogan, diventando luogo di un’importante manifestazione collettiva. È il segnale di una società che non vuole rassegnarsi, di persone stanche di vedere ridursi, giorno dopo giorno, il proprio potere d’acquisto, di assistere all’indebolimento dei diritti e di sentirsi sempre meno ascoltate.
Manifestare è importante, significa non restare in silenzio, non accettare passivamente ciò che accade, significa scegliere di esserci e far sentire la propria voce. Scendere in piazza non e’ essere fannulloni, e’ dare visibilità a problemi che troppo spesso vengono ignorati, condividere preoccupazioni, rivendicare dignità, lavoro, giustizia sociale e rispetto. Significa ricordare che i diritti non sono concessioni, ma conquiste da difendere ogni giorno.
Il diritto di sciopero è uno strumento fondamentale della democrazia: permette ai lavoratori e alle lavoratrici di esprimere il proprio dissenso e di chiedere cambiamenti attraverso una forma di partecipazione collettiva. Uno sciopero pacifico, civile e rispettoso, come quello di oggi, dimostra che si può protestare senza odio, senza violenza, ma con determinazione e consapevolezza.
Le piazze non sono soltanto luoghi di protesta: sono luoghi di incontro, di solidarietà, di partecipazione e di speranza; sono il cuore di una comunità che decide di non voltarsi dall’altra parte. Solo se avremo il coraggio di riappropriarci dei nostri diritti, di difenderli e di pretendere che vengano rispettati, potremo contribuire a costruire una società più giusta e inclusiva.
Oggi Cosenza ha fatto sentire la sua voce, voce che merita di essere ascoltata perché il silenzio non cambia le cose. La partecipazione, la consapevolezza e la solidarietà possono aprire la strada al cambiamento. Chi resta a guardare mentre tutto accade, diventa complice di ciò che accetta in silenzio. L’indifferenza non è neutralità: è complicità!
C.L.N



