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Sgombero Askatasuna: arresti domiciliari per l’attivista cosentino Ferdinando Gentile

L’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torino sui disordini avvenuti lo scorso 31 gennaio durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna ha portato a provvedimenti che toccano direttamente la Calabria. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale torinese, Giulia Caveglia, ha disposto gli arresti domiciliari per Ferdinando Gentile, sindacalista e attivista cosentino, nell’ambito di un’operazione eseguita lo scorso 5 novembre.

Il profilo e l’impegno sociale nel territorio

Gentile è una figura nota nell’area urbana di Cosenza per la partecipazione attiva nelle vertenze sociali locali. Risulta tra i fondatori del movimento Prendocasa Cosenza, impegnato sul fronte dell’emergenza abitativa, e del collettivo politico La Base. Ricopre inoltre l’incarico di dirigente dell’Unione Sindacale di Base (USB), sigla con cui ha promosso mobilitazioni regionali dedicate alla tutela del lavoro e alla difesa del diritto alla salute.

La ricostruzione degli inquirenti e le accuse

L’attività investigativa fa riferimento agli scontri registrati a Torino durante il corteo organizzato in seguito al provvedimento di sgombero del centro sociale. Secondo la ricostruzione della Magistratura, gruppi di dimostranti si sono scontrati con le forze dell’ordine attraverso il lancio di oggetti, causando il ferimento di 103 agenti. Complessivamente, l’operazione ha raggiunto 16 persone con misure cautelari tra carcere, domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione.

Alla posizione di Gentile viene associato un presunto coinvolgimento nella gestione logistica della protesta. Gli inquirenti gli attribuiscono nello specifico il noleggio e la guida di un furgone adibito al trasporto di dodici scudi artigianali in metallo, distribuiti ad alcuni manifestanti e impiegati nei confronti con la polizia. L’ordinanza specifica tuttavia che l’attivista non risulta ripreso mentre compie atti diretti di violenza. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Le reazioni del mondo sindacale e politico

La Confederazione regionale calabrese dell’USB ha manifestato immediata solidarietà al dirigente sindacale e agli attivisti coinvolti, richiamando il percorso personale di Gentile nelle vertenze per il diritto all’abitare, nella campagna per la contrattualizzazione dei tirocinanti calabresi e nella salvaguardia della sanità pubblica.

Una presa di posizione è arrivata anche dal coordinamento regionale di Potere al Popolo attraverso una nota ufficiale. “Come Potere al Popolo – Calabria esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà al compagno Ferdinando e a chi, come lui, in questi giorni è stato raggiunto dalle misura cautelari emesse dalla procura di Torino, inerenti ai fatti avvenuti lo scorso gennaio. In quei giorni una folla solidale di 50.000 manifestanti difendeva il centro sociale Askatasuna dal tentativo di sgombero voluto dal governo Meloni, quale parte di un più ampio progetto di repressione del dissenso e delle lotte sociali nel nostro paese, nel contesto di un malcontento popolare crescente. Quella di Torino fu in qualche modo una tappa del ciclo di opposizione dal basso che, iniziato con le mobilitazioni per la Palestina e proseguito con l’ondata di scioperi del Blocchiamo tutto, continua ancora oggi, come mostra il partecipato sciopero generale dello scorso sabato. È evidente che tale misura miri a interrompere tale ciclo di contestazione, che si mostra inesorabile. Non ci faremo intimidire e ribadiamo pertanto la nostra ferma solidarietà e complicità con Ferdinando e con tutti i compagni e le compagni che si trovano a scontare con la libertà personale la volontà collettiva di trasformazione. Ci vediamo nelle piazze!”, dichiara l’organizzazione politica.