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Il premio Sila riparte. Ieri la presentazione di “Mara” di Ritanna Armeni

di Federica Costabile

Nonostante il caldo della sera, ieri è stato un incontro piacevole. Piazza dei Follari è divenuta la splendida location per accogliere la presentazione, nel rispetto delle norme sul distanziamento, di “Mara” di Ritanna Armeni (Ponte alle grazie). Il premio Sila ha mantenuto la una promessa dell’incontro anche se con ritardo. L’appuntamento che avrebbe dovuto svolgersi a marzo, è stato infatti annullato per le ragioni che ahinoi tutti conosciamo, il coronavirus.

È il presidente del premio Paolini che introduce e Ines Crispini, docente di filosofia morale all’Università della Calabria, che porta i presenti alla scoperta di un libro che ha tratti marcatamente femminili e non solo a causa del titolo.

Il libro inizia nel 1933, quando Mara ha tredici anni. È una ragazza che aderisce al partito di Mussolini con grande entusiasmo, così come la sua migliore amica Nadia. Ma che è allo stesso tempo una donna libera, vuole continuare a studiare e troverà anche un posto di lavoro. 

“Volevo raccontare la normalità di una donna fascista”. La Armeni dice come molto di quello che sapeva sulla figura femminile nel fascismo, anche dagli episodi vissuti in prima persona dalla madre, non trovavano corrispondenza nella storia ufficiale. È un romanzo e quindi è intervenuta sicuramente anche la fantasia, ci tiene a precisare. “Il romanzo può fare quello che il saggio, più autoritario, non fa: mettersi di fianco a te e raccontare”. Un libro in cui la figura maschile fa solo da sfondo, anche nella vita della protagonista.

Ritanna Armeni è giornalista e scrittrice. Ha collaborato con varie testate nazionali contribuendo anche alla nascita del quotidiano Il Manifesto. Dal 2004 al 2008 ha condotto, insieme a Giuliano Ferrara, Otto e mezzo in onda su La7. Ha pubblicato tra gli altri Di questo amore non si deve sapere (2015) e Una donna può tutto (2018) entrambi editi da Ponte alle grazie.