“Una vicenda incresciosa. Denunciamo, sdegnati, il comportamento della AMACO che, ai danni causati dal COVID-19, sta aggiungendo la beffa del ritardo nei pagamenti
salariali. I lavoratori attendono, invano, l’incasso del salario di luglio, sin qui
negato a motivo di un non meglio precisato – da parte datoriale – ritardo
nell’erogazione della bimestralità da parte della Regione Calabria”. A dichiararlo in una nota sono Francesco Bruno e Francesco Antonio Sibio, segreatario e membro dell’esecutivo Faisa Cisal.
“Non sappiamo se e quando AMACO esaurirà le scuse, ma sappiamo che
è esaurita la pazienza dei lavoratori, la cui paga non può essere posticipata a
piacimento dell’Azienda, con una disinvoltura vergognosa.
Attendiamo di vedere corrisposto il salario di luglio entro tempi
strettissimi, di uno-due giorni al massimo; in difetto, porteremo la protesta
dinnanzi la sede aziendale e/o quella comunale per rivendicare il diritto al
salario e pretendere da AMACO il rispetto dei lavoratori e delle loro famiglie,
già provate da una pandemia che ha comportato considerevoli contrazioni
salariali mentre AMACO ha introitato, invece, il cento per cento dei
corrispettivi regionali. È ora di smettere la (ingiustificata) tessitura delle lodi proprie e di dare risposte, su molti fronti, ai dipendenti.
Non tollereremo, come Sindacato, che la Società tratti con sufficienza i
propri collaboratori e rifugga dalle responsabilità che nei confronti degli stessi
deve avvertire ed onorare senza se e senza ma. E soprattutto senza rinvii”, il monito.
Calabria Diretta News S.A.S.
reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816



