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Si da fuoco e muore mentre i passanti la riprendono con i telefoni

di Anna Zupi

Si chiamava Paola Liotta originaria di Pizzo Calabro aveva 38 anni. La donna ieri ha deciso di darsi fuoco nel centro di Crema, provincia di Cremona, in tarda mattinata. Ciò che ha destato più sgomento e clamore mediatico è la presenza di una ventina di testimoni che, vedendo la donna bruciare, non hanno né chiamato i soccorsi né hanno tentato di aiutarla bensì hanno ripreso la scena con i loro smartphone.

Un uomo in macchina con la sua famiglia, vedendo la scena, si è precipitato e ha tentato di aiutare la donna spegnando le fiamme con un asciugamano, a lui segue dopo pochi istanti un secondo uomo con l’estintore.

La folla di persone che guardavano da lontano e riprendevano aumentava, come le riprese. Paola non ce l’ha fatta e i soccorsi dei sanitari e dei vigili del fuoco sono stati vani.
Indignata il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, che commenta l’accaduto in un post pubblico.
Se gli spettatori di questa tragedia hanno avuto la freddezza di prendere il telefonino ed immortalare la scena, anziché correre in aiuto o chiamare i soccorsi, allora dobbiamo farci delle domande. Serie e molto, molto urgenti. Cosa siamo diventati?”. 

“E se quella donna fosse stata nostra figlia, sorella, moglie, madre? – ha continuato Bonaldi – Cosa può renderci così insensibili e distaccati verso la sofferenza degli altri? Perché questa indifferenza? Un abbraccio a questo “buon samaritano”, che passava per caso e si è fermato a prestare aiuto, anche se evidentemente non è bastato, ed un pensiero pieno di dolore per questa donna. Non è un buon giorno, oggi, Crema“.