Paghiamo lo scotto di una classe politica che da più di un decennio non fa nulla se non i propri interessi. L’ultimo DPCM che entrerà in vigore da domani, infliggerà un colpo morta ìle alla Calabria. Ne è convinto anche Daniele Scrivano Commissario IDM di Spezzano della Sila che attraverso una nota stampa esprime il suo giudizio.
“La Calabria e i Calabresi stanno pagando un prezzo troppo alto per colpa di una politica che per più di 10 anni non è stata in grado di garantire uno dei diritti fondamentali della Costituzione Italiana. Anni di politica che ha ridotto la sanità calabrese ad un macello e a pagarne le conseguenze sono i cittadini di una splendida Regione che tanto ha da insegnare al resto d’Italia. I super commissari nominati dal Governo avevano il compito di ribaltare la situazione disastrosa ma molto probabilmente anche loro sono entrati in quel tunnel senza uscita e anziché compiere il proprio dovere hanno deciso di dimettersi lasciando che il tempo rimarginasse le ferite. Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano ed è troppo lungo per coloro che soffrono e ad intensificare lo stato di disagio è stato il nuovo DPCM che entrerà in vigore domani. I commercianti già messi alle strette e con le spese che hanno sostenuto per cercare di riaprire, ora si ritrovano a dover richiudere senza la certezza di quando e come riapriranno. Gli aiuti economici emanati nel primo lockdown così come sono arrivati si sono volatilizzati perché gli affitti degli stabili, che alcuni hanno versato in anticipo, non ritorneranno indietro, le fatture delle linee internet continuano ad arrivare, le fatture dei gestori di luce e gas continuano ad arrivare nonostante l’attività è chiusa. Caro Governo se una persona investe i risparmi di una vita forse qualcosa di essenziale c’è in quell’attività. Gli studenti hanno perso 2 anni di istruzione che nessuno gli ridarà indietro. Le uniche aziende che hanno tratto profitto su questo virus sono quelle che permettono il lavoro in smart-working perché i lavoratori sono costretti ancora a lavorare in emergenza utilizzando il Fondo d’Integrazione Salariale. Nel benessere dell’Italia e della Calabria è il momento che tutti ricordino questo anno e i nomi delle persone che hanno contribuito a questo disastro così da poter risorgere un giorno più forti di prima ma soprattutto con la consapevolezza che le cose siano cambiate davvero.”



