Anche quest’anno la città di Cosenza, ripercorrerà la tradizione religiosa più sentita dai cosentini, trascorrendo, tra sacro e profano, la strada della leggenda, della storia e della religiosità della Madonna del Pilerio.
Colori, luci, immagini e musica al servizio dei festeggiamenti religiosi della Madonna del Pilerio, Patrona di Cosenza e, come di consueto, si realizzerà un evento esclusivo, che vede protagonista l’icona della Madonna custodita nel Duomo di Cosenza (il Museo Diocesano ne espone una copia). Il quadro originale della “Madonna che allatta“, sarà portato in processione all’altare maggiore.
Il termine “Pilerio” deriva probabilmente da piliero (pilastro), oppure dal greco puleròs (guardiana, custode della porta della Città). Il culto alla Madonna del Pilerio come Patrona di Cosenza risale all’anno 1576, quando un’epidemia di peste devastava diverse regioni d’Italia. La tradizione vuole che un devoto in preghiera davanti all’icona della Madonna del Pilerio, si accorse che sul viso della Vergine era fiorita una macchia simile a un bubbone pestifero. La macchia, considerata un prodigio, fu interpretata come segno della protezione della Madonna del Pilerio verso la città di Cosenza, da allora dichiarata Protettrice della Città. La festa della Madonna del Pilerio si celebra il giorno 12 Febbraio di ogni anno, in ricordo del terremoto che, in quella data, colpì la Calabria nell’anno 1854.
L’icona della Madonna del Pilerio (dipinto 95×65 cm) è un’altissima espressione d’arte del Mediterraneo occidentale, come chiarisce l’iscrizione in latino. Nel corso dei secoli l’icone ha subito vari danni ed è stata oggetto di rimaneggiamenti fino ad essere ridipinta e poi riportata alla bellezza originale nel 1976-77. Si caratterizza per il Bambino, che viene nutrito al seno della Madre, e per il velo rosso che scende dal capo della Vergine.



