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Draghi studia nuove restrizioni: dal lockdown ai week end rossi

Lockdown. Una parola tanto temuta che non è più un tabù. Quella di oggi sarà una giornata importantissima perché a Roma il governo Draghi sta gettando le basi per un nuovo Dpcm che potrebbe vedere la luce entro il prossimo fine settimana con un’ulteriore stretta.

Sul tavolo le nuove probabilissime restrizioni per far fronte alla terza ondata del Covid. Diverse sono le ipotesi sul tappeto con un’unica certezza: l’Italia – che già nella sua mappa colorata scivola sempre più verso l’arancione e il rosso – deve prepararsi a restrizioni più stringenti perché la curva dei contagi non smette di crescere ed è sempre maggiore la pressione sulle strutture ospedaliere.

Oggi il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta ha ribadito che “la terza ondata è partita” e ha sottolineato come “le terapie intensive siano in sofferenza in molte regioni. E più si riempiono gli ospedali, più si verifica la cosiddetta cannibalizzazione dei pazienti Covid” a danno di chi fa i conti con altre malattie.

Un concetto ribadito in tv dal primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: “Temo, alla luce della realtà dei fatti, che le misure introdotte con l’ultimo Dpcm non bastino. I casi visti ieri sono con molta probabilità sintomatici, ovvero di persone ‘tamponate’ perché presentavano problemi. E questo è un bel preannunzio della settimana che ci aspetta. Quello che va fatto ora è vaccinare a tappeto, sempre che ci siano i vaccini”.

Gli stessi scienziati del Cts nei giorni scorsi hanno raccomandato misure più severe. Quella più drastica è il lockdown nazionale: tutt’Italia chiusa per due-tre settimane per consentire una campagna di vaccinazione più tranquilla. Scelta estrema ma non più un tabù. Prende piede anche l’ipotesi week end rossi: cioè sabato e domenica tutt’Italia in zona rossa come è accaduto a Natale. Tra le opzioni anche l’ipotesi di rendere automatici i lockdown locali se si supera l’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti. Infine il coprifuoco che potrebbe essere anticipato alle 20 o alle 19.