“Ha fatto bene la magistratura, che ringrazio per il suo prezioso lavoro, ad intervenire in merito ai lavori di manutenzione straordinaria del ponte ‘Morandi’ di Catanzaro e di un tratto della SS280 ‘dei Due Mari’, che secondo quanto si apprende sarebbero stati eseguiti in modo irregolare e con materiali scadenti”.
Lo afferma, in una nota, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “Sarà indispensabile – aggiunge – approfondire al più presto questa delicata vicenda. Se ci sono stati illeciti è giusto che i responsabili ne rispondano davanti alla giustizia. Non si scherza con la sicurezza dei cittadini”.
Granato: “Regione e Comune Catanzaro siano parte civile”
La senatrice de “L’Alternativa c’è”, Bianca Laura Granato: “Chiederò che la Regione e il Comune di Catanzaro si costituiscano parte civile in primo grado e io stessa in quanto senatrice eletta residente nel capoluogo farò altrettanto. L’inchiesta ‘Brooklyn’ – sostiene Granato – continua a gettare una luce sinistra sulle procedure di appalto per le opere pubbliche e quindi sul rischio di corruzione e soprattutto di omessa vigilanza sui materiali impiegati per infrastrutture di importanza strategica, come il Ponte Morandi di Catanzaro.
Recentemente – ricorda la senatrice de ‘L’Alternativa c’è’ – sono intervenuta per chiedere alla Regione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario scaturito in ordine al crollo della Strada statale 106 ionica nel 2017. Occorre maggiore vigilanza sugli appalti, maggiore vigilanza sui materiali impiegati, attraverso analisi costanti di prelievi effettuati sui materiali e confronto con i capitolati di appalto. Certo la complicità di uomini delle istituzioni e di tecnici della partecipata pubblica Anas, qualora fossero confermate sarebbero estremamente gravi. Chiederò – conclude Granato – che la Regione e il Comune di Catanzaro si costituiscano parte civile in primo grado e io stessa in quanto senatrice eletta residente nel capoluogo farò altrettanto”.
Parentela (M5S): gravi risultanze lavoro Dda Catanzaro
“Sono gravissime le risultanze dell’inchiesta Brooklyn, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che tra l’altro ha portato al sequestro, con facoltà d’uso, del ponte Morandi di Catanzaro e della galleria Sansinato, per causa di interventi di manutenzione straordinaria eseguiti con materiale scadente”. Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, catanzarese, che osserva: “La vicenda conferma la pervasività della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Ancora una volta, da quanto emerso, per interessi e affari della ’ndrangheta viene messa a rischio la vita dei calabresi, a quanto pare anche con inammissibili forme di complicità in ambiti pubblici.
Desta forte preoccupazione – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che gli imprenditori indagati siano coinvolti a vario titolo anche nelle inchieste Rinascita-Scott e Basso profilo, quasi a prefigurare una specie di sistema fraudolento per gestire gli appalti pubblici. È necessario – conclude Parentela – che sia rafforzato il controllo delle principali infrastrutture della Calabria, per accertare se vi siano altri casi di lavori eseguiti fuori delle regole e con speculazioni d’impresa. Soprattutto, bisogna rafforzare, intanto a livello normativo, il sistema di sorveglianza sulle ditte che ottengono l’affidamento di lavori pubblici”.



