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Covid: termina il 31 marzo l’emergenza, ma non l’obbligo del green pass

Nonostante sia stato compiuto un primo passo verso il ritorno alla normalità, sempre se non ci saranno altre varianti come avverte l’Oms, con il “permesso” di non indossare le mascherine all’aperto e la riapertura delle discoteche, non trova spazio per adesso l’ipotesi dell’addio al green pass.

Mentre in un primo momento sembrava che l’Esecutivo spingesse per eliminarlo già in primavera, in concomitanza magari con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo o anche prima, adesso sembra più plausibile l’ipotesi che si vada all’estate. Il green pass probabilmente continuerà a essere richiesto almeno nei luoghi pubblici, anche oltre il 15 giugno, data in cui terminerà l’obbligo di vaccinazione per gli over 50.

Vaccinazione che, come atteso, rallenta. All’11 febbraio, secondo i dati ufficiali forniti dal Governo, risultano ancora oltre 5 milioni di italiani senza vaccino (5.339.679 per l’esattezza): persone che non hanno ancora ricevuto alcuna dose, numero peraltro che non include i guariti non vaccinati da meno di 6 mesi.

Ma da martedì 15 febbraio in tutta Italia scatta un nuovo obbligo: tutti gli over 50 dovranno essere vaccinati per poter lavorare. E dunque, dal 15 febbraio obbligo di super green pass per i lavoratori pubblici e privati dai 50 anni di età in su.

“Le polemiche le guardo con un certo distacco e penso che l’obbligo vaccinale per gli over 50 sia stata una scelta giusta e coraggiosa. Credo che dobbiamo insistere ancora sui vaccini” ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza ospite di “Mezz’ora in più” su Rai3.

“La campagna di vaccinazione è stata straordinaria, il 91% delle persone sopra i 12 anni si sono vaccinate e così facendo hanno difeso se stesse e gli altri”. “Abbiamo riaperto tutte le attività, le discoteche erano l’unica rimasta chiusa, chiaramente ci sono norme vigenti piuttosto rigorose, si può entrare solo se si è vaccinati o guariti e c’è ancora una capienza limitata al 50%. Io penso che in questa fase dobbiamo avere il coraggio di mettere tutte le attività economiche, sociali e culturali in condizione di ripartire” ha concluso.

Ma vediamo nel dettaglio le regole per il lavoro. L’obbligo di vaccino anti-Covid vige per tutte queste categorie di lavoratori:

  • sanitari e personale amministrativo della sanità
  • docenti e personale amministrativo della scuola
  • militari
  • forze di polizia, compresa la polizia penitenziaria
  • personale del soccorso pubblico
  • personale universitario (dal 1° febbraio, senza limiti di età)
  • tutti i lavoratori over 50, sia pubblici che privati (dal 15 febbraio).

Per tutti questi lavoratori va da sé che è obbligatorio possedere ed esibire il super green pass, cioè il certificato verde per avvenuta vaccinazione o guarigione dal Covid da meno di 6 mesi.

Una delle novità più importanti è senz’altro quella relativa ai lavoratori over 50. Per tutti i lavoratori che hanno dai 50 anni in su, sia del settore pubblico che di quello privato, come dicevamo a partire dal 15 febbraio vige l’obbligo di vaccinazione: quindi anche per andare al lavoro dovranno necessariamente avere e mostrare il green pass rafforzato.

Gli over 50 che lavorano dovranno dimostrare di aver effettuato due dosi o il booster perché l’obbligo vaccinale vale per il ciclo completo. Secondo la norma in vigore, dal 15 febbraio 2022, i soggetti ai quali si applica l’obbligo vaccinale per l’accesso ai luoghi di lavoro nell’ambito del territorio nazionale, devono possedere e sono tenuti quindi a esibire una delle certificazioni verdi Covid di vaccinazione o guarigione.

Dall’obbligo vaccinale è esentato solo chi non può vaccinarsi per ragioni sanitarie, previo accertamento di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore, e chi è guarito dal Covid da meno di 120 giorni e deve quindi aspettare 4 mesi prima di un’ulteriore dose.

Per quanto riguarda tutti gli altri lavori e professioni, e i lavoratori che hanno meno di 50 anni, non è obbligatorio il super green pass per recarsi sul luogo di lavoro. Per andare al lavoro è sufficiente il green pass base, quindi va bene anche quello ottenuto da un tampone negativo rapido (che ha validità di 48 ore), o molecolare (che ha validità di 72 ore).

Per gli over 50 che entro il 1° febbraio non si siano messi in regola e non abbiano almeno iniziato il ciclo vaccinale primario, o a decorrere dal 1° febbraio non abbiano effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario entro i termini previsti o non abbiano effettuato la dose di richiamo entro i termini di validità del green pass, è già stata prevista una multa una tantum di 100 euro.

I datori di lavoro, dal 15 febbraio, sono tenuti alla verifica delle certificazioni verdi. I lavoratori che ne sono sprovvisti saranno considerati assenti ingiustificati e sospesi senza stipendio, anche se manterranno il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.

Fino al 15 giugno 2022 i datori di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti dell’azienda (è venuto meno il tetto dei 15 dipendenti), dopo 5 giorni di assenza ingiustificata possono sospendere i lavoratori per tutta la durata del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque, per un periodo non superiore a 10 giorni lavorativi, rinnovabili fino al termine del 15 giugno.

Riassumendo, dunque, ecco le sanzioni previste per chi non rispetta la legge:

  • multa di 100 euro
  • sospensione dal lavoro, senza retribuzione;
  • sanzione da 600 a 1.500 euro se l’obbligato al vaccino è colto sul luogo di lavoro senza green pass rafforzato. In caso di reiterata violazione la sanzione è raddoppiata;
  • chi deve controllare rischia la multa da 400 a 1.000 euro.