Lun 14 Giu 2021
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“Progettare turismo”, workshop a Bruxelles di imprenditori calabresi

Reportage da Bruxelles

Qual è il settore che potrebbe maggiormente trainare una regione come la Calabria fuori dalle mura italiane? E con quali mezzi, quali prospettive, quali aiuti? La prima edizione del workshop, già dal titolo: “Progettare Turismo”, promosso dal Dipartimento di Scienze aziendali e giuridiche rappresentato con il supporto dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha cercato di fornire risposte alle domande di imprenditori della nostra terra e di amministratori locali che puntano ad ottenere altre possibilità per i loro territori.

Una “tre giorni” che, da Bruxelles, ha cercato di coniugare conoscenze, esperienze ed opportunità. Un incrocio, se vogliamo, tra domanda ed offerta che unisce il Belgio con la Calabria. Una nazione non troppo grande ma con una organizzazione capillare in ogni settore insieme ad una Regione, forse troppo piccola, ma potenzialmente “grande” sul mercato. Si può crescere? Si può fare di più? Altre domande, paradossalmente retoriche che, però, aspettano risposte “sul campo”.

Il prof Peppino De Rose, direttore del workshop ed esperto in politiche europee e mercati internazionali, ha raggruppato menti e personalità calabre per fare sintesi, allora. Il primo giorno con le attività internazionali dell’Ice e le azioni per l’enogastronomia, ad esempio, spiegate alla delegazione dal direttore Fabrizio Di Clemente e dal tecnico Andrea Maccanico. Così come il network con il Consultore della regione Calabria in Belgio, Berenice Vilardo e l’esperto in programmazione comunitaria Francesco Molica Dg Regio. De Rose, gli amministratori cosentini e gli imprenditori del settore hanno avuto modo anche di conoscere meglio la guida del turismo Ce, con Ovidu Ene e Roberta Amato, oltre che osservare e discutere della competitività delle Pmi con Cinzia De Marzo, esperta di turismo. Scambi di opinioni, consigli, anche modus operandi spesso sconosciuti alle nostre latitudini ma che, per l’Europa e da Bruxelles, sono come la farina per il pane. Probabilmente una spinta in questo verso, quello della conoscenza e della consapevolezza dal territorio in cui si vive e lavora, potrebbe far crescere economia e sviluppo carenti ed attesi come Godot. Anche le attività svolte presso il Parlamento europeo sono state per il gruppo, una diversa opportunità di apprendere direttamente dalla fonte il cammino da intraprendere.

“Cosa fare e con chi”, il leit-motiv spesso tracciato dal prof De Rose che ha organizzato e gestito, alla meglio, il workshop. Da Torano Castello a Montalto ( presente il sindaco Caracciolo ed alcuni amministratori del luogo), da Figline Vegliaturo a San Marco Argentano fino a Serra San Bruno (con il giovane vicesindaco), la delegazione, mista e variegata tra professionisti e addetti ai lavori, ha anche sviluppato laboratori di euro progettazione e programmi di Erasmus plus. Scambi, anche in questo caso, di saperi tra l’Università della Calabria rappresentata dal direttore Franco Rubino e le realtà virtuose di un terra che – come emerso nei briefing – esporta troppo poco per le risorse e la qualità che esprime, così come, parimenti, chiede e utilizza ancora meno i fondi e le possibilità che proprio l’Europa spinge a fare.

Le eccellenze culinarie, tanto per fare un altro esempio ma anche i prodotti tipici di alcuni luoghi, senza dimenticare le virtuose aziende edili, laterizie, artigiane potrebbero fare “la differenza”, rispetto a prodotti e azioni dello stesso Belgio, della Francia, dell’Olanda.

Perché non avviene? Si utilizza spesso e mal volentieri, la parola “rete”, intesa come gioco di squadra, “viaggiare insieme”. Ebbene, avviene tutto ciò al di là dei fiumi di parole dei mille convegni e delle mille convention pubbliche? I sindaci delle città, espressione dei cittadini, spingono tutti nella stessa direzione che non è –né può essere – quella della facile ma non produttiva clientela spicciola per fini elettorali personali?

E dunque: possiamo invertire la rotta, modificare il piano d’azione, programmare diversamente l’azione di governo, l’amministrazione di un Comune, il business plan di una impresa? Si, possiamo. La risposta al primo workshop è stata questa. Occorrono volontà, capacità, competenze.

Che la Calabria possiede. Tutte.