Gio 13 Mag 2021
Advertising
Home Politica #Rende2019, la chiamata di De Rose

#Rende2019, la chiamata di De Rose

«Si parte dalla consapevolezza del momento, dall’esperienza di questi quatto anni, dalla conoscenza delle priorità, dalla disponibilità a sottoscrivere pochi punti principali intorno ai quali si gioca il futuro di questa città». Esordisce così il consigliere comunale di Rende Massimiliano De Rose in “Duemiladiciannove… parliamone”, discussione aperta alla cittadinanza organizzata dal gruppo consiliare “Rende cambia Rende”, protagonista di una costante opposizione all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Marcello Manna.

Elezioni di Rende, i primi appuntamenti

Ieri l’incontro, nei giardini del Domus, in cui De Rose è stato intervistato dal giornalista Francesco Mannarino. Un botta e risposta che ha tracciato variegati profili, tra spunti di riflessione, problemi e prospettive. Le elezioni non sono molto lontane. Il clima della campagna elettorale si fa ancora più incandescente. «Una parte di Rende aspetta un cambiamento, declinato nel modo in cui lo ha interpretato Manna è rimasto una idea senza contenuti – ha affermato Massimiliano De Rose – adesso si tratta di capire che tipo di cambiamento si è in grado di fare nei prossimi anni e chi è in grado di portare un contributo per dare un contenuto concreto a questo cambiamento». Si è discusso di area urbana, ambiente e verde pubblico, commercio, centro storico, trasporti, aree industriali, sport, scuola e università. Presenti diversi consiglieri comunali, anche di maggioranza.

L’appello di De Rose: “Serve responsabilità da parte della politica”

“Occorre consapevolezza del momento come richiamo alla responsabilità di una intera classe dirigente e di tutti i rendesi, anche al di là delle provenienze, necessità di fare sintesi e convergere sulle questioni più urgenti, occorre uno sforzo collettivo per recuperare il terreno perduto – ha rimarcato – bisogna farlo adesso e non farlo sarebbe una responsabilità grave. Per farlo bisogna essere disposti tutti a cedere un po’ della nostra sovranità, anche un po’ della nostra identità probabilmente” perché “è una questione culturale prima che amministrativa, dobbiamo dimostrare nei fatti la disponibilità a ragionare in termini condivisi, altrimenti è inutile parlare di Città Unica, alle condizioni odierne francamente non ci stiamo, ma siamo disponibili a lavorarci a partire da domani. Insieme ce la possiamo fare, bisogna crederci e lavorare, rinunciando ai ragionamenti campanilistici antistorici e, dunque, di quartiere”.

Alla domanda di una possibile candidatura a sindaco, Massimiliano De Rose ha le idee chiare: “Si parte sempre dalla squadra, mai dal comandante”.

ANTONIO SERGI