Mer 18 Mag 2022
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Convegno Enfea: “Fino a 20 mila lavoratori calabresi potrebbero godere del welfare”

Il dato emerso è forte: su almeno 3000 aziende che applicano il contratto Confapi, solo 50 utilizzano gli strumenti di welfare aziendale, ovvero versano i contributi all’ente bilaterale Enfas per garantire servizi specifici ai lavoratori (tipo assistenza sanitaria, bonus per maternità e asilo etc…) e di formazione continua all’interno dell’azienda. Eppure si tratta di strumenti obbligatori e necessari in cui ci guadagnerebbero tutti: impresa e lavoratori.

Volendo fare una stima, potrebbero essere circa 20mila i lavoratori privati interessati. 

Si tratta di strumenti di welfare aziendali aggiuntivi a quelli statatali, sempre più risicati. 

 Un incontro per parlare di bilateralità e welfare aziendale, due parole che il nostro Sud conosce poco, perché poche (anzi pochissime) sono le aziende che si affidano agli enti bilaterali per attuare le prestazioni previste dagli accordi sottoscritti da Confapi e le tre maggiori sigle sindacali.

In Calabria su 3 mila imprese che potrebbero godere di questo welfare (perché già applicano i contratti collettivi nazionali Unigec/Unimatica, Unionchimica, Unital, Confapi Aniem, Uniontessile e UnionAlimentari) soltanto 50 beneficiano delle opportunità garantite dall’adesione a Enfea.

 Eppure sono davvero tante e diverse le prestazioni che Enfea garantisce alle aziende e ai lavoratori e lavoratrici, come è stato ribadito nel corso dell’incontro: dalla formazione per le dipendenti dopo il rientro dal congedo di maternità all’acquisto di defibrillatori, dalle misure una tantum per i lavoratori in cassaintegrazione a quelle per asiloscuola materna o baby sitter. Ma “È impensabile che uno strumento così versatile, così simmetrico nel sostegno a imprenditori e lavoratori, sia perlopiù ignorato dalla schiacciante maggioranza delle aziende e dei loro dipendenti. La bilateralità che caratterizza realtà come Enfea – spiega Francesco Napoli, presidente Confapi Calabria – ha il pregio impagabile di garantire vantaggi tanto ai chi dà lavoro quanto a chi questo lavoro lo svolge. Perché ignorare uno strumento del genere?”

Presso l’Italiana Hotel di Cosenza, a parlare delle prestazioni di Enfea, l’ente bilaterale nazionale costituito da Confapi, Cgil, Cisl e Uil e delle opportunità che il welfare generato da questa realtà potrebbe creare in particolare in Calabria, c’erano sindacalisti, consulenti del lavoro, docenti universitari, rappresentanti delle imprese e del sistema bancario.

“Faremo la nostra parte e – grazie ad Asse.Co – certificheremo la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e al tempo stesso promuoveremo e diffonderemo la cultura della legalità” – ha spiegato il Presidente del Consulenti del Lavoro di Cosenza, Fabiola Via.

L’ente bilaterale sta diventando sempre di più un soggetto che avrà un ruolo fondamentale nella gestione dei bisogni e nella risposta a questi bisogni di welfare. Oggi sempre di più si parla – ha detto il direttore generale del Mefop (la Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi pensione fondata dal Ministero dell’Economia), Luigi Ballanti – di welfare integrato e allargato, sembra essere quasi una moda, un termine anglosassone, in realtà se torniamo al nostro vocabolario stiamo parlando di previdenza in senso un po’ più classico: previdenza non è solo pensioni, previdenza è cura dei bisogni della persona e del lavoratore lungo tutto l’arco della sua vita”.

“Abbiamo costruito un sistema che comincia a funzionare e ad erogare prestazioni, io credo che iniziative come queste siano il volano per far conoscere a imprese e ai lavoratori queste opportunità, che al Sud (più che altrove) possono essere decisive. Noi non perseguiamo l’interesse di una parte – ha precisato nel suo intervento il vicepresidente Enfea, Giuseppe Briano – abbiamo suddiviso le prestazioni una parte per le imprese, una parte per i lavoratori. Quello che ci interessa sostenere è il lavoro, l’impresa, perché se c’è impresa c’è lavoro, c’è occupazione e dando prestazioni alle imprese e ai lavoratori diamo aiuto al sistema paese e alle regioni come la Calabria”.

Interessanti anche gli interventi dei rappresentanti delle sigle sindacali che si sono detti convinti che la bilateralità e la contrattazione di secondo livello possano costituire un’opportunità reale di miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori dipendenti, anche perché lo Stato “arranca nell’erogazione delle prestazioni e centellina i servizi a disposizione di chi lavora”.

“Abbiamo un obiettivo importante – ha chiuso Francesco Napoli – aiutare le nostre imprese e i nostri imprenditori a comprendere che fare welfare conviene: perché si crea un clima positivo fra i collaboratori e perché tutto questo, a cascata, dà valore aggiunto al sistema produttivo. Abbiamo messo insieme i protagonisti di questo processo, tutti gli interlocutori più importanti, indispensabili per dare vita a un dibattito serio e produttivo. Questo dibattito c’è stato e ne siamo orgogliosi, ci siamo dati appuntamento a un anno da oggi per fare ancora una volta il punto della situazione e, nel frattempo, migliorarla sensibilmente, portando sempre più imprenditori ad avere fiducia nella bilateralità e nello straordinario strumento del welfare aziendale.”