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Bevacqua: “Bene Zingaretti, facciamo diventare centrale il Mezzogiorno nell’agenda politica italiana”

 

“Di fronte a un governo a trazione leghista e a confusione pentastellata, la direzione indicata da Zingaretti per il Mezzogiorno è chiara e trova la mia piena condivisione: la politica economica dell’esecutivo nazionale è priva di prospettive e, invece di offrire soluzioni, accumula carichi gravosi. Davanti alla certezza di una nuova recessione in arrivo, a cosa dovrebbero aggrapparsi i meridionali, che non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi 2008?
È vero che negli ultimi anni le regioni del Mezzogiorno hanno registrato una crescita del Pil e degli altri indicatori socio-economici, ma la tempesta in arrivo rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto.
Se a ciò aggiungiamo che il governo legastellato ha accelerato sulla follia del regionalismo egoista e secessionista, il rischio di una frantumazione dell’unità del Paese diventa davvero reale. Su questo il PD deve tenere alta la guardia e non cedere di un passo”. Questo l’incipit di una nota a firma del consigliere regionale Mimmo Bevacqua.

“Anche perché non possiamo certo credere alla favola che la crescita arriverà con la mancia assistenziale ed elettorale di un reddito di cittadinanza pensato male e applicato peggio.
Io mi chiedo: ma è così difficile capire che noi vogliamo infrastrutture e lavoro? È così complicato riconoscere che, tanto per esemplificare sulla mia regione, è criminale bloccare il megalotto della statale 106?
Che gli investimenti regionali sulla ferrovia ionica dovrebbero essere irrobustiti con l’intervento nazionale?
Che la Zes per cui abbiamo tanto lottato presuppone un porto di Gioia Tauro che non può essere mortificato dimenticando di inserirlo negli accordi della Via della seta?”,aggiunge.

“Noi meridionali non vogliamo assistenza: noi vogliamo essere Italia, noi vogliamo essere Europa.
Pretendiamo che i nostri cittadini abbiano gli stessi diritti, gli stessi servizi, le stesse opportunità del resto del Paese: il che deve realizzarsi prima che il Sud medesimo sparisca, prima che la desertificazione economica e antropica diventi definitiva e irreversibile.
E non crediamo nei miracoli, non crediamo nelle promesse mirabolanti costruite per assecondare l’umore dei sondaggi”, il suo pensiero.

La politica, quella buona, per Bevacqua “è visione di medio e lungo periodo, è paziente e quotidiana costruzione di una progettualità lungimirante”.
In una parola, è esattamente quello che l’attuale governo nazionale “non è”:
“E allora il PD? E allora il PD deve mostrare coraggio e presentare un progetto chiaro, credibile e incarnato in persone credibili: un progetto nel quale meridionale sia effettivamente uguale a italiano.
La mia personale volontà di scegliere Zingaretti è nata su questi presupposti e su questa linea caratterizzerò il mio impegno, anche in Direzione nazionale”.