Dom 22 Mag 2022
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Rende, Manna carica i suoi: “Sono pronto”

 

Tutti gli assessori in prima fila, poi i consiglieri comunali, quindi i dirigenti, i vigili, il personale ed i tantissimi amici accorsi per ascoltarlo. Marcello Manna “chiude” la sua consiliatura da sindaco dove aveva iniziato, quasi per scaramanzia, la sua corsa verso il Comune nel 2014. Una sorta di bilancio dunque, per rendere noti dati e numeri di quel che ha fatto da primo cittadino. “Rende è cresciuta, altro che”, il suoi leitmotiv detto e ridetto a più riprese. Dai 92 dipendenti trasformati in fulltime ai quasi 9 milioni di euro di debiti fuori bilancio pagati. Dal Psc al parco Acquatico, dalle scuole alle tante inaugurazioni succedutisi. È un fiume in piena Manna. Al suo fianco, per la conferenza, anche il giornalista Antonio Sergi. In sala il pubblico delle grandi occasione che è pronto a ributtarsi nella mischia elettorale a supporto dell’avvocato. “Qualche recriminazione? Si – risponde al cronista – forse nelle scelte della coalizione del 2014. Qualcuno ha remato contro. Contro la città, non contro me”. E poi: “600 nuove imprese registrate, 435 nuovi addetti e dipendenti solo nell’ultimo anno e solo nel campo della ristorazione e del turismo; un reddito medio di 20.374 euro rispetto ai 14 mila della Calabria ed ai 19 dell’Italia; l’adesione in tempi record alla nuova rottamazione delle tasse comunali per gli anni 2000/2017 ed infine 15 milioni di euro distribuiti a 74 ditte che hanno ottenuto lavori per il nostro Ente tutte regolarmente pagate”. Un segno positivo, dunque, per il primo cittadino. Manna snocciola altri numeri, si infervora nel ricordare le difficoltà legate al bilancio ed alla Rende servizi ( “pronta a ripartire”) così come il tasto dolente della ex Legnochimica. “ Avrei potuto fare di più? Certo ma posso assicurare che l’impegno profuso da parte di tutti è stato incredibile”, sottolinea. Per poi riprendere i dati sul sociale, sulla cultura, sulla partecipazione attiva dei cittadini e sul rapporto con l’Unical ( in prima fila anche il rettore Crisci). La parola d’ordine? Inclusione. Ma anche “democrazia, rispetto dei ruoli, trasparenza, etica”. Da qui vuole ripartire. Dove aver appreso i marchingegni della macchina amministrativa e aver ristabilito equilibrio nei conti pubblici, il sindaco uscente si dice sicuro di rigovernare per altri cinque anni per proseguire e portare a termine quanto progettato e preventivato. Così come cinque anni fa sulla scorta di un civismo senza partiti, apparentemente. “Gli altri si alleano per il potere, noi per i progetti”, la chiusura tra gli applausi.