Mer 17 Lug 2024
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Crotone: saluto romano su Facebook, intervengono Barbuto e Corrado

Braccia tese in un saluto romano e sorriso smagliante sui volti dei protagonisti del gesto, immortalato in una foto comparsa sul profilo Facebook di una dei tre. Un gesto che potrebbe costare caro all’assessore alla cultura del Comune di Crotone, Valentina Galdieri. La 38enne, docente di Italiano, nella foto, che sta suscitando un vespaio di polemiche tra gli internauti crotonesi, appare dietro gli altri due, con la mano destra alzata nel tipico saluto fascista. Oggi a commentare l’episodio le esponenti pentastellate Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado che in un comunicato scrivono quanto segue:

“La variegata compagine comunale che allieta le nostre giornate a Crotone non finisce mai di stupire ed a questo punto non resta che domandarsi quale sia il collante che tiene insieme le diverse anime che la compongono e come le stesse riescano a convivere. Che ognuno si dia la risposta anche se non si può fare a meno di notare che, ultimamente, la regia sta accusando serie difficoltà a controllare il set sul quale gli attori decidono sempre più spesso di recitare a soggetto… rivelando così la loro vera anima.

Ci riferiamo all’infelice (a dir poco) immagine che da ieri sta facendo il giro sulla stampa e sui mass media in cui i quattro protagonisti sorridenti salutano il fotografo con il braccio teso in un nostalgico quanto inopportuno saluto fascista.

Due sono le alternative.

O i signori in questione si sono dimenticati totalmente che la nostra Costituzione prevede esplicitamente il divieto di ricostituzione del partito fascista e quindi l’estemporanea manifestazione è sintomatica della scarsa memoria che li affligge, oppure si è trattato di una “goliardata” per passare il tempo, fra l’allestimento di una scena e l’altra, in prospettiva della imminente presentazione del progetto Antica Kroton.

Scegliere tra le due alternative risulta estremamente difficile. Perché se nel primo caso questa infelice foto documenta lo scarso, se non inesistente, rispetto per le vittime tutte di un terribile periodo della nostra storia in cui sono stati negati e calpestati i diritti fondamentali dell’umanità, nel secondo caso dimostra, con inequivocabile chiarezza, chi sono i superficiali protagonisti che dovrebbero gestire la vita pubblica crotonese.

Chiudendo con Sandro Pertini potremmo dire «Io non sono credente, ma rispetto la fede dei credenti; io sono socialista, ma rispetto la fede politica degli altri e la discuto, polemizzo con loro, ma loro sono padroni di esprimere liberamente il pensiero. Il fascismo no, il fascismo lo combatto con altro animo: il fascismo non può essere considerato una fede politica; il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche perché il fascismo opprimeva chi non la pensava come lui»”.