Mer 30 Nov 2022
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Sapia ad Oliverio: «In Calabria sanità da Terzo Mondo»

La sanità continua ad essere terreno di scontro politico. A scagliarsi, questa volta contro il presidente della Regione Mario Oliverio, è il deputato dei 5 Stelle Francesco Sapia. In una nota, il politico chiede conto della mancata assunzione di operatori nelle nove Asp calabresi e contesta il trattamento privilegiato che il governo calabrese avrebbe agito in accelerando le procedure in modo da favorire la struttura Mater Domini di Catanzaro.

«Il governatore Mario Oliverio – scrive Sapia – risponda ai calabresi degli imperdonabili ritardi burocratici sulle nuove assunzioni di personale nelle 9 Aziende del Servizio sanitario regionale, cui mancano più di 2mila figure per il normale funzionamento e perno gli organici minimi per gestire i turni e riposi prescritti dalla legge, con gravi rischi per i pazienti, per i medici, gli infermieri e gli altri operatori». Membro della commissione Sanità, il deputato ribadisce: «Assieme alla collega Dalila Nesci, per anni abbiamo avvertito Oliverio che la sanità si fa con più risorse umane, non con i progetti virtuali e i soldi del Monopoli, che egli ha utilizzato per la propria campagna elettorale spalleggiato dal suo consulente Franco Pacenza, nominato con chiare forzature».

«Il presidente della Regione Calabria – prosegue il parlamentare pentastellato – non ci ha mai risposto: ha ignorato questo nostro allarme e l’altro problema per cui l’abbiamo diffidato in via ufficiale, cioè i bilanci in rosso delle Aziende, rette da manager che ha scelto tra propri fedelissimi e che ha volutamente preservato dalla decadenza automatica prevista dalla legge regionale in caso di perdite di esercizio, comportamento per cui l’abbiamo denunciato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, alla faccia dei sacrifici e delle tasse richiesti ai cittadini della Calabria in cambio di servizi da Terzo mondo».

«Adesso – aggiunge Sapia – la situazione è tragica. A breve scatterà il blocco delle assunzioni imposto dalle norme in virtù del buco dei conti della sanità calabrese. A fronte di questa conseguenza, ben nota agli eletti e agli uffici regionali, le Aziende hanno trasmesso dopo circa 10 giorni i dati sulle graduatorie valide del personale, che i commissari del governo avevano richiesto prima dello stop del turnover, per non parlare – conclude Sapia – del reclutamento di ingegneri e informatici autorizzato dalla passata struttura commissariale, del mancato scorrimento delle graduatorie degli autisti del 118 e degli infermieri, della beffa delle Aziende nei confronti di precari storici e della guerra tra poveri che il palazzo regionale ha creato nell’indifferenza dei propri apparati burocratici, che invece hanno agito alla svelta per garantire vecchi privilegi al policlinico universitario Mater Domini».

Lo. Co.