Mar 7 Dic 2021
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Padre Fedele, ambasciatore degli ultimi tra gli ultimi, è rientrato dal Madagascar (fotogallery)

Soffrono i poveri, restano invisibili. Si vedono però quando si incontra per davvero la realtà e, tra le fatiche di ogni giorno, non è difficile riconoscerli, i poveri, nella loro dignitosa operosità. A meno di un passo da noi o distanti, i poveri, soffrono. Padre Fedele, ambasciatore di pace degli ultimi tra gli ultimi e Teresa Boero, collaboratrice volontaria del monaco anche al “Paradiso dei Poveri”, sono rientrati dal Madagascar dopo una missione umanitaria, l’ennesima.

Teresa Boero e Padre Fedele – coi suoi intensi 83 anni da obbediente uomo del Signore, controcorrente ma sempre, da sempre, giusto – arrivano ad Antananarivo, la capitale del Madagascar, da lì subito partenza per la città di Ambositra. Per giungere alla meta, nel villaggio degli Zafimaniry, ci son voluti due giorni di viaggio in pick-up, nel fango, tra mille pericoli nelle foreste e le tante tribù incontrate, con la trascinante forza viva dei sogni. All’arrivo l’entusiasmo e i cori in festa di bimbi e grandi, pronti a ritrovare nel monaco la personificazione della speranza, nel villaggio sprovvisto di luce, acqua e di qualsiasi servizio igienico.

Dai racconti di Padre Fedele e Teresa Boero, gli abitanti soffrono chiaramente i problemi contingenti, relativi alla corruzione e alla peste polmonare causata dai ratti. Sono laboriosi, pregiati intagliatori di legno. Stanchi dai ritmi e dalle condizioni di vita, donne e uomini del posto hanno i volti segnati e consumati, sopravvivono in comunità. Nel villaggio si è solidali, le bimbe fanno già da mamme agli appena nati, a causa dei numerosi decessi delle donne dopo il parto. Scalzi e tra le avversità, cucinano il poco cibo a disposizione e utilizzano i fumi come deterrente per zanzare e parassiti. A regalare una speranza tangibile ci ha pensato, ancora una volta, Padre Fedele.

Sono infatti – oltre le cure mediche del caso – stati consegnati alimenti, scarpe e vestiti, giochi per i piccoli e un generatore di corrente che potrà funzionare grazie a un pannello solare, il tutto acquistato proprio dal frate. In queste ore, con il progetto di un ambulatorio farmaceutico e medico in Madagascar, Padre Fedele è ancora al lavoro, su Corso Mazzini, per la raccolta di altri beni di ogni genere (anche per attività rurali, per significative azioni specifiche) alcuni già ottenuti grazie a piccole e grandi aziende del territorio, da consegnare nei container per il villaggio aiutato e per quelli attigui. Grazie a Padre Fedele, dunque, il sogno nella realtà continua.

Antonio Sergi