Ieri, 10 ottobre: Giornata mondiale della vista. Una giornata celebrativa, volta a sensibilizzare l’attenzione in merito alla salvaguardia di uno dei doni più belli a noi elargiti dalla vita; un dono che ci apre alla luce, alla bellezza, ai colori del mondo. Un dono bello, veramente… Bello e fragile, messo in pericolo dai nostri ritmi e stili di vita, dall’inquinamento, dal turbinoso incedere dei tempi moderni.
Un pericolo reale e incombente, confermato da alcuni recenti studi, secondo i quali, nei prossimi trent’anni, il numero delle persone affette da patologie visive andrà ad aumentare in foggia esponenziale. Un orizzonte prospettico preoccupante, a fronte del quale si palesa in tutta la sua importanza l’attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e della IAPB, le quali, tutti i giorni, fanno presidio, al fine di rendere universale l’accesso alla prevenzione, con cui è possibile contrastare la cecità, l’ipovisione e garantire una dignitosa qualità di vita a tutti, dai bambini agli adulti.
Sulla scorta di tale messaggio, veicolato attraverso scuole e istituzioni, la Giornata mondiale della vista vuole assurgere a fattore propulsore di iniziative diuturne; nello specifico, i comitati provinciali della IAPB, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, tutti i giorni, attraverso i gabinetti oculistici che si trovano dovunque, ma anche attraverso le unità mobili, che si spostano in tutte le regioni, in tutti i territori, fanno in modo che anche in quei luoghi dove è difficile che ci sia un presidio fisso si attivino quelle pratiche e quelle dinamiche importanti, tramite le quali si può efficacemente fugare quello che noi, tutti i giorni, vogliamo scongiurare, ossia la prospettiva di vivere nel buio, senza che ci sia possibilità di offrire prevenzione. Questa possibilità, invece, esiste: è il nostro obiettivo, la nostra missione, la nostra vita.
Dottoressa Annamaria Palummo (Consigliere Nazionale UICI)



