di Federica Costabile
Ultimo appuntamento con la presentazione della decina del premio Sila. Claudia Durastanti, anche traduttrice oltre che scrittrice, è stata ospite della Feltrinelli di Cosenza con il suo romanzo “La Straniera”, entrato nella cinquina del premio Strega di quest’anno.
Un libro – si dice prima che prenda parola l’autrice – molto sentito dalla generazione che va dai trenta ai quarant’anni e subito amato da tutti i lettori grazie anche al passaparola sui social. Una qualità letteraria molto elevata, in cui cultura alta e pop si incontrano. Una ricerca del suono e delle parole ben visibili nello stile, una scelta ben pensata sia a livello lessicale che formale. Una voce narrante che in prima persona invita a seguire le sue vicende.
“Questo libro per me è una storia del sentire, di come ascoltiamo gli altri.”
Il racconto di una migrazione al contrario, da New York a un paesino della Basilicata di novecento abitanti, le vicende familiari della protagonista in cui troviamo – tra gli altri – i temi della disabilità e di una ricerca di appartenenza mai colmata, si intersecano irrimediabilmente a quelli della vita privata dell’autrice. A proposito di questo intrecciarsi, la Durastanti afferma che il vero e il falso si mescolano e la proporzione fra le due parti non è mai uguale, esattamente come nella vita. La costruzione del romanzo è per lei una sorta di omaggio ad alcuni personaggi della sua famiglia, uno scavare nella memoria e nelle sue stratificazioni.
“Si può manipolare la propria esistenza in base alle proprie intenzioni” .
Un’altra buona occasione per avvicinarsi alla letteratura italiana contemporanea, che in questo periodo vive di grande fermento e attenzione mediatica, specie verso le scrittrici.
Per conoscere il vincitore del premio Sila bisognerà attendere la prossima estate.



