Dom 7 Giu 2020
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“Caos politico in Calabria”, la storia si ripete. L’analisi di Agazio Loiero

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di Agazio Loiero

La stampa nazionale comincia a occuparsi di Calabria. Martedì Alessia Candito ha scritto su Repubblica un lungo articolo intitolato “Caos calabro”. Il tema è la contesa presidenza della regione. Oliverio vi si candida contro la volontà del proprio partito, il PD. Occhiuto contro il maggior partito della coalizione, la Lega. Da ultimo la Nesci (M5S) contro il parere del suo capo politico. C’è un filo che, di là delle diverse collocazioni politiche dei tre personaggi, indissolubilmente li lega.

Un filo identitario che rimanda alla storia millenaria del territorio, con quel fondo di ribellismo che pulsa indomito nel suo cuore antico. Nella guerra tra Roma e Cartagine i calabresi, i Bruzii del tempo, con qualche sparuta eccezione, si schierarono in massa con Annibale, che alla fine di un lungo conflitto, fu sconfitto.

I Bruzi, in balia dei romani vincenti, che non erano né teneri, né di fragile memoria, subirono le angherie più feroci. I loro terreni vennero requisiti, i loro diritti aboliti. Per secoli furono obbligati a pulire le latrine e a occuparsi di supplizi. Quando si dice il carattere. Che spesso nella vita è una risorsa ma molto più spesso una sciagura.