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Le incognite del Centro incontro anziani di Rende nella dichiarazione Midulla

E’ ormai da più di due anni che la vicenda centro incontro anziani del comune di Rende si trascina tra risposte non date e interrogativi mai chiariti.

Non si capisce perché, per esempio, nonostante il precedente gestore abbia dato comunicazione nel luglio 2017, si sia aspettato dicembre per affidare il servizio con provvedimento “d’urgenza” all’associazione “ con Paola” del facente parte del “Laboratorio Civico” Domenico Carbone vice Sindaco e assessore alle politiche sociale del comune di Marano Marchesato.

Non si capisce perché non si siano adottate misure di tutela verso i dipendenti, nonostante in precedenti consigli comunali, membri della maggioranza ne avevano fatto espressamente richiesta. Non si capisce in ultimo, perché non si dà esecuzione al bando di gara, espletato nel settembre 2018 e non si provveda alla riscossione dei canoni mensili da parte del comune verso l’associazione “con Paola”.

Alla luce anche della delibera della corte dei conti regionale che fa appunti di carattere amministrativo all’ente, della mancata riscossione dei canoni mensili e della mancata esecuzione del bando per la qual cosa il servizio continua a gravare interamente a carico dell’amministrazione, nonostante sia stato il motivo principale per il quale nel 2014 si è voluto affidare interamente ad un privato. Proprio per questo ritengo opportuno la convocazione di un consiglio comunale straordinario per risolvere concretamente una questione che sta a cuore alla comunità Rendese.

Ad oggi non risulta firmato il contratto di gara vinta dall’associazione “con Paola”, questo comporta il non pagamento dei canoni di locazioni che da bando sono 42 mila euro base d’asta.

L’associazione infatti pare stia lavorando ancora con il provvedimento d’urgenza, ma incassa le rette regionali, 11 euro al giorno ad utente per circa 20 utenti accreditati.
Quali sono i criteri adottati per le rette che pagano gli anziani? I 20 posti che paga la Regione in base al reddito dell’utente viene poi esentati oppure l’ospite paga ugualmente al gestore una retta?Come mai non si è aperto il notturno autorizzato nell’agosto 2017 dalla Regione? Promesso tra l’altro dall’assessore Artese nei due consigli comunali precedenti come risoluzione di tutti i mali? Come mai nel bando di gara non si sono adottati i criteri di salvaguardia dei posti di lavoro. Il personale oggi presente in strutture con quali metodi di selezione è stato scelto?