Bocchigliero. Successo per “Vantativinne” di Franco Laratta (fotogallery)

185

Una rivoluzione iniziata da molto tempo. È quella di 20 giovani calabresi con le loro vite, con le loro storie, sapientemente raccontate in “Vantativinne!”, ultimo lavoro editoriale del giornalista e già parlamentare Franco Laratta che dischiude tra le pagine vere e suggestive del suo volume, i percorsi virtuosi di calabresi che lottano e che vincono.

A Bocchigliero la presentazione del libro, davanti a una platea gremita e sempre desta. Giovani e meno giovani hanno partecipato con trasporto a un incontro che, senza alcuno sguardo retorico, ha dato speranza alla Calabria, grazie a percorsi concreti di chi ha deciso di rimanere o tornare in questo “paradiso abitato da diavoli” che è la punta dello stivale. Nel libro, l’autore racconta i successi di giovani talenti calabri che, nel corso degli anni, si sono affermati, nei diversi campi dell’arte, della cultura, dell’economia, della gastronomia, dell’agricoltura.

Giovani che hanno avuto la forza di compiere scelte ardite e che rappresentano la Calabria che resiste, la Calabria che non si arrende, la Calabria che ce l’ha fatta. L’evento di Bocchigliero ha visto avvicendarsi con i loro interventi il sindaco Alfonso Benvenuto, il vicesindaco Angelo Renzo e l’assessore Teresa Santoro. Insieme a Laratta, presente uno dei protagonisti di “Vantativinne”, Lorenzo Pupo, imprenditore agricolo, un giovane che ha avuto il coraggio di tornare in Calabria dopo aver lavorato diversi anni a Londra. Ha raccontato la propria esperienza. Con una laurea in Scienze turistiche e la brama di scoprire il mondo, poco più che ventenne, lavora per qualche anno a Londra, non trascurando mai il sogno di tornare in Calabria, esattamente in Sila, per occuparsi dell’azienda agricola di famiglia, ultimamente un po’ abbandonata.

Proprio fra le sontuose montagne della Sila Grande, avvia il percorso di rinascita dell’azienda del nonno, costruendo una vera impresa agricola. Inizia con la coltivazione delle patate e mira anche alle fragole e ai frutti di bosco. Sospinto dall’amore per la sua terra, da operatore turistico diviene un contadino che, quotidianamente, decanta la bellezza fruttuosa dell’agricoltura. «C’è una Calabria che non attende più, si muove, reagisce, progetta, costruisce. E lo fa nonostante tutto e tutti.

È la Calabria dei giovani che scommettono sul loro futuro, si mettono in discussione, fanno scelte coraggiose, innovative. Spesso questi giovani pagano prezzi duri, fanno enormi sacrifici, vengono lasciati da soli, inseguiti e ostacolati da una cieca burocrazia e dalle lungaggini delle istituzioni», ha ricordato Franco Laratta. Imprenditori, musicisti, chef, fotografi, ballerini, archeologi, artisti, dunque,testimonianze di menti brillanti racchiuse in un’opera volta alla promozione della Calabria giovane e propositiva. Vantativinne, «vantatevene» in dialetto calabrese, “è un inno alla resilienza che si tramuta in genialità” – come ha ricordato a tutta Italia, attraverso i suoi scritti, la brava giornalista Gabriella Cantafio, una delle migliori del Paese nel suo settore, calabrese, anche lei una guerriera che sta lottando per il bene della Calabria, anche lei testimonianza diretta di chi resiste, anche lei motivo di orgoglio.

È emersa, durante l’incontro, l’importanza di fare rete con idee che ben presto diventeranno azioni e sono stati ricordati anche i giovani che non fanno notizia: i “figli di nessuno”. Loro, il vero onore calabrese, quasi invisibili ma che sono il cuore pulsante di questa terra. Un’analisi a tutto tondo, allora, grazie ai preziosi contributi dei relatori che hanno spiegato il libro ciascuno partendo dalle proprie competenze ed esperienze. Un volume, quello di Laratta, che ben conserva e custodisce, oltre a brillanti racconti, la memoria di storie eterne, come quella di Donnu Pantu: sacerdote e poeta dialettale. «Il tentativo di recuperare la memoria e le opere di questo grande poeta dialettale calabrese è stato fatto negli ultimi anni nel Comune di Aprigliano.

Di grande importanza – ha ricordato Laratta – il lavoro del dirigente scolastico Oscar Lucente che ha tradotto in italiano le opere di don Domenico per renderle accessibili ad un pubblico che non comprende bene il difficile dialetto di Aprigliano». Duonnu Pantu è considerato il padre di quella poesia dialettale calabrese, ma anche uno dei casi più estremi di letteratura erotica italiana. Come immaginabile, è stata anche una significativa occasione per comprendere i problemi atavici della Calabria e la crisi demografica, conseguente a stagioni politiche che si sono succedute e che sono responsabili, unitamente – va detto – a un senso civico che per tanti cittadini è qualcosa di sconosciuto, ma quello che insegna Franco Laratta e i protagonisti del suo libro è che con tanti sacrifici e nonostante tutto e tutti c’è ancora speranza. É comunque possibile risorgere, anche perché rinasciamo ogni volta che troviamo il coraggio di ricominciare, malgrado le cadute, malgrado il dolore e – soprattutto – nonostante noi stessi.