Calcio dilettantistico: le prospettive ed i consigli di Mario Crea

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Di Mario Crea

Chi scrive è un appassionato di calcio dilettantistico, di veneranda età, che segue questa disciplina da tanti,tanti anni. CDN ospita volentieri la sua prospettiva.

“Credo di essere idoneo e maturo per esprimere un modesto pensiero sui gravi problemi irrisolti che da anni rendono difficile lo svolgimento corretto  delle partite di questa categoria e quindi del loro campionato. Vorrei sensibilizzare le coscienze di coloro chiamati a gestire tale ambito sia al livello dirigenziale, locale e regionale, che quello politico che gestisce l’attività sportiva. Sono questi senza dubbio i soggetti che, avendo la responsabilità della gestione , devono operare concretamente per salvaguardare in particolare il calcio dilettantistico e promuovere tutte le azioni necessarie per evitare la situazione che adesso illustrerò.

Domenica 5 gennaio ultimo scorso ho assistito alla partita di calcio di prima categoria Girone A Calabria disputata nel pseudo campo di calcio del Comune di Mangone tra la Sillanum Mangone e la D.B. Rossoblu finita 1 a 0 a favore degli ospitanti. Questa partita ha fatto ulteriormente emergere i gravissimi problemi che affliggono questa categoria calcistica la quale, proprio perché dilettantistica , rappresenta il motore del futuro di tanti giovani talenti che meriterebbero ambienti e situazioni ben diverse.

I problemi sono molti, dall’idoneità del campo e dei suoi servizi alla competenza arbitrale: come  è possibile, dopo tanti sacrifici dei giocatori e degli allenatori, che durante la settimana preparano la partita della domenica , spesso al limite della sopportazione per le condizioni climatiche estreme, vedere vanificati tutti questi sforzi da un arbitraggio approssimativo, incompetente e inesperto in rapporto al livello della categoria da arbitrare. L’esempio della partita sopra nominata è la dimostrazione plastica del problema dell’arbitraggio: come è possibile non convalidare un goal netto, visto da tutti, con il pallone entrato per circa mezzo metro oltre la linea di porta, perché l’arbitro, invece di seguire l’azione e porsi in visuale di porta , rimane a tre quarti di campo?  Evidentemente la preparazione atletica e tecnica dell’arbitro è carente! Il problema esiste anche perché l’arbitro è lasciato solo nel gestire la partita, non essendo designati guardalinee dalla L.N.D. in questa categoria. A maggior ragione , in queste partite, la Lega dovrebbe designare arbitri di provata esperienza,che siano consapevoli che il fischietto deve essere usato con oculatezza,non solo per gestire bene la partita ma anche per evitare situazioni di forti conflitti in campo e sugli spalti che spesso finiscono con l’arrivo delle forze dell’ordine, come è successo nella partita in questione. 

Per quel che riguarda il campo, facendo uno sforzo notevole per chiamarlo così, come è possibile fare disputare una partita di campionato in un campo da gioco, come quello del Comune ospitante, di dimensioni oggettivamente ridotte, con fondo in terra battuta, pieno di pietrischi pericolosissimi per i giocatori e anche causa di limitazione di velocità delle azioni . Per non parlare degli spogliatoi, di dubbia igienicità, limitati a 5/6 unità alla volta, con servizi igienici per il pubblico inesistenti , disponibili in un box distante dal campo in una posizione non controllata e quindi non praticabile. Nessuna tribuna o scalini per il pubblico , tanto che lo scrivente ha dovuto seguire la partita a ridosso della transenna metallica di confine del campo con i piedi poggiati nel terreno agricolo e di risulta, dove è stato difficile mantenere l’equilibrio per non cadere. Situazione vergognosa!

Mi chiedo: come mai la L.N.D. consente l’utilizzo di questi campi da gioco oggettivamente pericolosi? Perché non utilizzare i campi idonei, anche con turnazioni diverse e più articolate?

Mi rivolgo ai politici, che hanno e che avranno responsabilità e potere economico della cosa pubblica in tale ambito, dopo tante parole e promesse che sono rimaste lettera morta, di passare all’azione con finanziamenti adeguati alle necessità strutturali e gestionali dello sport in genere e del calcio dilettantistico in particolare, il quale rappresenta una parte importante del futuro dei nostri giovani. E’ necessario sostenere i tanti bravi sindaci, certamente come quello di Mangone, che quotidianamente fanno i conti con risorse misere e che vorrebbero tanto che le loro strutture sportive siano adeguate alle attività da svolgere”.

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