Sab 21 Mag 2022
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Carabiniere travolto e ucciso, all’investitore 9 anni di carcere

Si è presentato ieri in aula Matteo Colombi Manzi, il cuoco di 35 anni finito nei guai lo scorso giugno, nella notte tra il 16 e il 17, per aver travolto e ucciso in auto Emanuele Anzini, 41 anni, appuntato dei carabinieri, in quel momento in servizio a un posto di controllo a Terno d’Isola. L’uomo ha scelto il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Massimiliano Magliacani. Il cuoco, è accusato di omicidio stradale, aggravato dall’omissione di soccorso e dalla guida in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale.

L’imputato ha sempre spiegato: «Non ho visto l’appuntato, solo dopo diversi chilometri ho realizzato che forse avevo colpito qualcuno e sono subito tornato indietro per controllare».

In tribunale ieri anche un “pezzo” della vita del carabiniere. La compagna Susana Pagnotta: «Mi aspetto che Emanuele abbia giustizia. Era energico, solare, un romanticone», sorride e si commuove prima dell’udienza; C’erano anche la figlia Sara con la mamma Elena. La sorella Catia: «Per il perdono si vedrà, ho imparato che nella vita mai dire mai. Il mio sole non c’è più quindi anche se la sentenza è esemplare, come dicono gli avvocati, per me sarà sempre buio perché Lele non è più con me».

L’imputato è stato condannato a nove anni di carcere, otto per omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza e uno per omissione di soccorso.

In aula un’altra famiglia che soffre, quella dell’imputato. L’hanno accompagnato il fratello e i genitori. Dopo la lettura della sentenza, si sono infilati verso l’uscita. In silenzio, con l’avvocato Federico Riva che ha ottenuto l’assoluzione dall’accusa di omissione di soccorso per un tamponamento del 2018 e di resistenza, a Terno. «Farò sicuramente appello, rimango basito dalla costituzione di parte civile delle due associazioni».

Si riferisce all’associazione Familiari vittime della strada e all’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, con gli avvocati Emilio Perfetti e Roberta Francia, alle quali vanno mille euro.