“Chi di voi è felice? Chi è felice alzi la mano!”. Da questa provocazione Flavio Insinna, un Pierino cresciutello ma sempre birbone, è partito alla ricerca della felicità, cercandola nelle piccole cose (che poi tanto piccole non sono) e nelle cose grandi (che poi tanto grandi non sono), in allegria, tutti insieme appassionatamente, mano per mano con il pubblico. E’ un modo per festeggiare la vita, l’amicizia, la famiglia e le tradizioni, ridendoci su, prendendoci un po’ in giro, ma sempre con lo sguardo innamorato. “E quando la campanella suonerà la fine della ricreazione, beh… noi saremo già lontani!”. Una ricreazione, si. Come a scuola, nei momenti felici. Insinna ha raccontato proprio questo. Ed ha cantato. Ha fatto sognare, riflettere, sorridere e ridere. Uno show di tre ore piene dove non si è risparmiato un solo istante. Fino alla fine, con i palloncini rossi ad invadere il teatro Rendano strapieno per l’occasione e voglioso di giocare. Come a scuola. Felici.
Lacrime e commozione, anche. Quelle di Sergio Del Giudice, anima e promotore dell’iniziativa. Insieme all’immancabile amico e attore Mariano D’Ermoggine si è deciso di combattere il “mostro”, come viene definito, e tutte le malattie promuovendo cultura, spettacoli. Attori e cantanti capaci di far passare qualche ora di spensieratezza.
Per questo motivo si è scelto Insinna. In prima fila, con Sergio e Mariano, gli amici di sempre. Manuela, la moglie. I figli, la sorella Antonella e tutte quelle persone che, nei giorni precedenti lo spettacolo, hanno fatto la fila per scattarsi un selfie con tanto di biglietto della serata. Loro e Sergio. Al di là dell’artista. Al di là di Insinna. E negli anni passati di Concato, ad esempio. L’associazione “Giannino del Giudice” d’altronde nasce e vive per questo: ricordare il grande ed indimenticabile Giannino e promuovere spazi di cultura e divertimento contro il mostro e le malattie. Serata assolutamente riuscita. Per le presenze, con un Rendano pieno di entusiasmo. E per lo spettacolo, davvero irresistibile, dell’Insinna nazionale.
Nel mezzo commozione e risate, come dicevamo. Finanche gli auguri alla nonna Francesca, sul balconcino del teatro, osannata per i suoi primi 90 anni. Spazio alla Lilt del professore Filippelli. Spazio a chi si impegna, notte e giorno, per le cure e per trovare antidoti e soluzioni per alleviare paure e insonnie. Che spettacolo, Insinna. Uno showman che, pur contro chi vuole farlo apparire diverso in tv “coi pacchi”, è apparso sincero, diretto, divertito. Insieme a lui sul palco la “piccola orchestra”
(MARTINA CORI – voce, VINCENZO PRESTA – Saxes, ANGELO NIGRO – Piano&Keyboards, FILIPPO D’ALLIO – Chitarre, GIUSEPPE VENEZIA – Basso&Contrabbasso, SAVERIO PETRUZZELLIS – Batteria&Percussioni) che hanno fatto cantare e divertire.
E poi tanti aneddoti. “Insinna è gay???”, il ritornello più divertente. Con i messaggini WhatsApp inviati dal pubblico e letti, più che commentati, in “diretta”. Queste sono serate che lasciano un segno profondo nel cuore di ognuno. “Piccole cose a cui dare importanza”, per usare le parole dell’artista che si è lasciato andare anche in un monologo profondo e sentito. Parlando del papà, degli schiaffi presi per i voti a scuola. E l’invito, ribadito più volte, a studiare. A crederci. Già, come Sergio. Come Mariano. Come l’associazione “Del Giudice” che non smette mai di sorprendere. Complimenti a tutti. Ed abbasso il “mostro”. Sempre.
Il giorno dopo, Insinna, ha fatto visita al negozio di Sergio Del Giudice. Ed ha tenuto a ringraziare Cosenza ed i cosentini per l’affetto ricevuto. Min prima, però, di farsi scattare altre foto simpatiche e goliardiche. Cosi come ha fatto alla fine dello spettacolo con tutti quelli che hanno voluto scattarsi un selfie con l’attore.









