Mar 28 Set 2021

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Intercettazioni: aumentati i poteri ispettivi dello Stato

A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

Il Ministro della Giustizia stabilirà i requisiti tecnici che dovranno avere i malware destinati alle intercettazioni giudiziarie.

Con il nuovo provvedimento, rinviato al 1° maggio, che prevede l’entrata in vigore della riforma Orlando – Legge n. 103/2017 e D.L. n. 161/2017), il Ministro della Giustizia si pone l’obiettivo di garantire in ambito di intercettazioni la privacy delle persone che non sono indagate ma che, inevitabilmente, è necessario coinvolgere al fine di ottenere un buon esito delle indagini.

Ma che cosa sono i Trojan?

I Trojan sono dei software “malevoli” che all’insaputa del soggetto sorvegliato vengono inseriti su pc o dispositivi mobili per captare conversazioni, immagini, messaggi, spostamenti e incontri potendo registrare tramite la videocamera.

Fino ad oggi è stato possibile utilizzarli per i reati di maggiore gravità ma con la riforma Orlando e successive modifiche, sono alle porte delle novità!

Il nuovo provvedimento estende l’utilizzo dei Trojan anche alle intercettazioni che hanno ad oggetto reati contro la pubblica amministrazione compiuti da incaricati di pubblico servizio, ma solo per quei reati che, nel massimo della pena edittale, non siano inferiori a cinque anni, cioè con una pena uguale o superiore nel massimo a cinque anni.

Al fine di poter utilizzare i Trojan nel domicilio dell’indagato sono previsti tre regimi diversi:

–          Si può utilizzare il captatore tra presenti nel domicilio solo se, in base all’art. 266, comma 2-bis c.p.p. (limiti di ammissibilità), vi è fondato motivo di ritenere che in tali luoghi si stia svolgendo l’attività criminosa;

–          In via d’eccezione, quando si procede per i delitti di cui all’art. 51, commi 3-bis e 3-quater (delitti consumati o tentati concernenti la disciplina sull’immigrazione e con finalità terroristiche);

–          In via ulteriormente eccezionale, quando si procede per delitti dei pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio contro la P.A. con pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni, l’uso del captatore è consentito solo previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l’utilizzo anche nei lunghi indicati dall’art. 614 c.p. (violazione di domicilio).

Insomma, lo Stato implementa, ancora, il suo “occhio” al fine di reprimere attività criminali.