Sono arrivati gli esiti dei tamponi e lo scenario è potenzialmente disastroso.
Il focolaio di Chiaravalle Centrale rischia di mandare in tilt l’intero sistema sanitario regionale calabrese. Una residenza per anziani si trasforma in una potenziale bomba sanitaria. Alla Domus Aurea di Chiaravalle, in provincia di Catanzaro, su 60 ospiti e 41 dipendenti, in meno di 24 ore sono stati accertati 52 casi positivi al Covid-19, tra i quali 40 degenti e 12 operatori, di cui 34 già con febbre e 7 immediatamente trasferiti in ospedale. Altri ulteriori 15 casi sono da rivalutare perché dubbi.
“Una catastrofe” si commenta al Dipartimento Salute della Regione, dove si inizia a ragionare sui numeri.
Chiaravalle insieme ad altri quattro comuni è stato dichiarato zona rossa da cui non si può né entrare, né uscire, ma i virus non rispettano i check point ed è un’intera area – da cui provengono dipendenti e famiglie dei degenti, fino a qualche tempo fa autorizzate a regolari visite – a gravitare attorno alla Domus Aurea. Un’indagine epidemiologica però al momento è sostanzialmente impossibile.
Secondo alcune indiscrezioni, mancano tamponi e operatori sufficienti. Mancano mascherine, tute, occhiali. Per adesso dunque, la Regione, che ha affidato all’assessorato alla Sicurezza l’istituzione un’unità di crisi per gestire la situazione, cerca di porre rimedio per tentare di tappare la falla, nella speranza che non diventi un cratere in grado di affondare la nave.



