Sab 6 Giu 2020
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Al via oggi domanda bonus 600 euro, sito Inps bloccato

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Come primo giorno, è andata malissimo. Sito Inps in tilt. Sono partite oggi le domande per le indennità che possono richiedere autonomi e partite Iva per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Com’era prevedibile, il portale dell’Istituto è saltato subito, e in moltissimi sono rimasti esclusi dalle procedure.

“Abbiamo ricevuto 300mila domande tra l’una di notte e le 8.30. Di fronte a un afflusso di questa portata, una disfunzione la devi mettere in conto. Le code così si creano inevitabilmente” ha commentato il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Un boom di accessi che, nel giro di poche ore, ha mandato il sistema fuori uso.

La prova di QuiFinanza

“Anche noi di QuiFinanza abbiamo provato tutto il giorno a collegarci. Come potete vedere dagli screenshot che vi mostriamo qui sotto, di prima mattina la pagina non caricava e non si apriva proprio.

sito inps bonus 600 euro

Poi, a metà mattinata, una scritta campeggiava aprendo il portale dell’Inps: “Il servizio non è al momento disponibile”.

sito inps non disponibileNel pomeriggio, una nuova frase che cercava di mettere una pezza: “Al fine di consentire una migliore e più efficace canalizzazione delle richieste di servizio, il sito è temporaneamente non disponibile. Si assicura che tutti gli aventi diritto potranno utilmente presentare la domanda per l’ottenimento delle prestazioni”.

inps sito tilt bonusLa violazione dei dati personali

Ma la cosa preoccupante non è solo questa. In moltissimi utenti hanno persino segnalato che, inserendo le proprie credenziali, venivano rimandati alle sezioni riservate e ai dati privati di altri utenti, con tanto di nomi, anagrafe, codice e posizione fiscale, pec e molte altre informazioni super sensibili.

Un fatto che, se confermato (e, ripetiamo, sono in molti ad averlo segnalato all’Inps stesso e ai giornali), sarebbe gravissimo, perché rappresenterebbe una violazione della privacy enorme, con conseguenze enormi anche per la sfera della sicurezza personale. L’Inps ha provato a correre ai ripari denunciando di essere stato vittima di un presunto attacco hacker. Più probabile, invece, dicono gli esperti, che si sia trattato di un “banale” errore di programmazione.

Sulla questione è intervenuta anche l’Autorità garante della privacy, che ha espresso seria preoccupazione per l’esposizione di dati personali degli utenti: “Si tratta di un gravissimo data breach. Siamo molto preoccupati, ci siamo messi subito in contatto con l’Inps e avvieremo i primi accertamenti per verificare se si è trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o di una problematica più ampia. È importante che ora l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati”.

Tridico ha comunque voluto rassicurare gli italiani, sottolineando che “questo è successo perché si sta creando un’agitazione inutile. Non c’è bisogno che tutti facciano domanda per il bonus 600 euro oggi. La si può fare domani, dopodomani, la settimana prossima. Non c’è fretta”. Poi la metafora che a qualcuno non è andata giù: “L’Inps è come il pronto soccorso. Non possono entrare in mille in un secondo perché si intasa. Abbiamo risposto positivamente all’appello del Governo di utilizzare il pronto soccorso quando è necessario. Non è la stessa cosa, ovviamente, ma il senso è quello. Chiediamo un po’ di responsabilità, siamo al lavoro su più fronti”.

Tridico ha sottolineato che “stiamo erogando 10 miliardi per 11 milioni di persone. Abbiamo semplificato il rilascio del Pin: per questi bonus si può utilizzare il cosiddetto mezzo Pin rilasciato sul sito senza attendere la seconda parte a casa. Abbiamo previsto un modulo di domanda super semplice per i bonus: non si allega nulla, si autodichiarano dati essenziali. Abbiamo semplificato le procedure della cassa integrazione. Abbiamo eliminato un processo di validazione presso le banche e le Poste del cosiddetto modello 163 per l’accredito sull’Iban”.

Tutto benissimo. Ma quando abbiamo fatto l’ultimo tentativo, scrivono da QuiFinanza, e cioè poco prima delle 19, siamo riusciti a visualizzare la home page del sito, che ci mostrava finalmente le tre categorie di bonus che si possono richiedere: indennità 600 euro, bonus baby sitting e congedi Covid-19. Ma appena abbiamo provato ad andare avanti e a cliccare su una a caso, niente, di nuovo “impossibile raggiungere il sito”. Un’odissea che ci auguriamo venga al più presto evitata.