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Buoni spesa: a Rende pubblicato bando. Artese: “Favorite modalità smart, ma aiuteremo chi non ha internet

Come agito sinora, abbiamo scelto la via della trasparenza in questa valutazione che deve essere anche politica: così il sindaco di Rende Marcello Manna in merito alla scelta di condividere con la giunta i criteri nella assegnazione dei buoni spesa deliberati stamane nella riunione in municipio.

“Si deve comprendere –ha proseguito il primo cittadino- come in più settori produttivi sia in atto una crisi economica senza precedenti e che, tale situazione, andrà sempre più inasprendosi. Molte sono già le famiglie e le persone in difficoltà: la situazione anche a Rende è di totale emergenza. La pandemia dispiega effetti negativi sull’economia locale e sulle disponibilità finanziarie di intere categorie sociali che non riescono a far fronte al fabbisogno alimentare quotidiano e i comuni devono essere messi nelle condizioni di poter intervenire a favore dei cittadini più bisognosi. L’emergenza oggi, oltre che epidemiologico-sanitaria, diviene addirittura di sussistenza. Per fronteggiare queste esigenze si è dunque pensato ad un criterio di selezione che tenga conto, soprattutto, del sostanziale blocco di tutte le attività programmate in alcuni settori non nevralgici o prioritari”.

Per effetto dell’ordinanza dello scorso 29 marzo firmata da parte del capo della Protezione Civile il comune di Rende è risultato destinatario della somma di € 231.187,99 da indirizzare alle misure urgenti di solidarietà alimentare e all’erogazione, dunque, dei buoni spesa. Il bando, pubblicato sull’albo pretorio e consultabile online sul sito comunale, indica come destinatari: “i cittadini residenti sul territorio di Rende che versano in uno stato di necessità temporanea dovuta alle misure restrittive emesse per l’emergenza epidemiologica e sono privi di mezzi economici per assicurare a sé ed alla propria famiglia beni di primissima necessità”.

In particolare la delibera parla di: “chi è stato costretto a interrompere, sospendere e/o chiudere la propria attività commerciale, artigianale per effetto delle disposizioni dei DPCM del 9 e del 23 marzo 2020; i lavoratori precari, saltuari o stagionali; i lavoratori autonomi in possesso di partita IVA non aventi diritto al bonus di 600 euro; i lavoratori dipendenti di attività chiusa o sospesa per effetto dei DPCM del 9 e 23 marzo a causa dell’emergenza Covid – 19 non aventi diritto all’indennità della Cassa Integrazione in Deroga (CID), che siano privi di mezzi economici per assicurare a sé a alla propria famiglia beni di primissima necessità; i lavoratori dipendenti di attività chiusa o sospesa aventi diritto all’indennità della Cassa Integrazione in Deroga (CID) sino alla data di effettiva erogazione del beneficio; gli inoccupati e/o disoccupati e tutti coloro privi di qualsivoglia forma di contribuzione pubblica”.

Non potranno presentare domanda i nuclei familiari in cui siano presenti dipendenti pubblici o privati la cui attività non sia stata sospesa, nonché i pensionati. Inoltre, non potranno presentare domanda i titolari di buoni postali, libretti di deposito, titoli azionari ed altri valori mobiliari (ivi compresi i saldi dei conti correnti bancari e/o postali), intestati a sé o ad altri componenti il nucleo familiare di valore complessivo superiore ad € 5.000,00, nonché tutti i titolari di trattamento pensionistico compresi i percettori di Pensione di Cittadinanza (PdC).

Potranno presentare domanda, ma senza priorità e solo dopo che saranno evase le richieste pervenute dagli aventi diritto prioritario, i percettori di altri contributi pubblici -come, ad esempio, reddito di cittadinanza, cassa integrazione, NASPI- non superiori a € 300,00, che non svolgono attualmente alcuna attività lavorativa sulla base di attestazione da parte dell’ufficio dei servizi sociali dello stato di necessità. In particolare, sarà tenuta in considerazione l’entità del contributo percepito, il carico familiare (presenza di minori e disabili), e altri indicatori di disagio sociale.

“Per l’assegnazione –ha affermato l’assessore alle politiche sociali Annamaria Artese- si dovrà necessariamente tener conto primariamente di quei cittadini presi in carico dei servizi sociali che è a conoscenza dei nuclei familiari in reale situazione di povertà, oltre che di quei residenti, che si trovino a non avere risorse economiche disponibili per poter provvedere all’acquisto di generi di prima necessità e per i quali sarà privilegiata la condizione familiare secondo l’ordine di priorità, secondo il grado di disagio socio economico desumibile dall’autocertificazione e suffragato dalla valutazione del bisogno del servizio sociale professionale. Anche i nuclei monogenitoriali, oltre a quelli familiari, privi di reddito o in situazioni economiche tali da non poter soddisfare i bisogni primari dei minori, avranno priorità, così come le famiglie con situazioni di disabilità, di patologie e/o multiproblematicità sociali”.

 

L’importo del buono spesa sarà una tantum e l’importo è stabilito, sulla base delle indicazioni della Delibera di Giunta n. 69 del 01/04/2020, secondo i seguenti criteri: nucleo familiare composto da una sola persona: € 120,00; nucleo familiare composto da due persone: € 180,00; nucleo familiare composto da tre persone: € 240,00; nucleo familiare composto da quattro persone € 300,00; nucleo familiare composto da cinque persone o più € 360,00. Presenza di uno o più neonati (0-3 anni): ulteriori € 50,00 complessivi.

I cittadini dovranno presentare istanza, preferibilmente attraverso la piattaforma on-line, resa disponibile sul seguente link https://buonispesa.sicare.it/ inserendo i propri dati anagrafici, anche accedendo tramite smartphone. Detta procedura semplificata, permetterà l’erogazione di un buono in formato elettronico o cartaceo, identificato tramite “codice univoco”, riferito al beneficiario ed alla somma ad esso attribuita. Il buono potrà essere speso presso le attività commerciali convenzionate con il comune, semplicemente mostrando il “codice univoco” se si utilizza l’app Municipium scaricabile negli store online.

In caso di comprovata e reale impossibilità ad utilizzare le modalità sopra indicata l’utente potrà inviare l’istanza/autocertificazione debitamente compilata e sottoscritta, unitamente alla fotocopia del documento d’identità, indicando nell’oggetto: “istanza buoni spesa EMERGENZA COVID-19: tramite PEC: protocollo.rende@pec.it; tramite il seguente indirizzo mail appositamente dedicato: servizisocialirende@gmail.com; a mezzo whatsApp al numero 377 3581585 tutti i giorni, dalle ore 8.30 alle 13.30, mediante invio di foto dell’istanza/autocertificazione debitamente compilata e sottoscritta, unitamente alla fotocopia del documento d’identità. I dati contenuti nell’istanza saranno inseriti in piattaforma dagli operatori del comune.

Per quanti hanno inviato l’istanza attraverso mail o whatsApp, senza aver presentato la documentazione cartacea, prima dell’assegnazione del buono elettronico o ritiro di quello cartaceo, sarà obbligatorio consegnare l’istanza corredata dal documento d’identità e dalla informativa sulla privacy regolarmente sottoscritta.

Ci si potrà inoltre rivolgere ai numeri sotto indicati, tutti i giorni, compreso sabato e domenica, dalle h 9,00 alle h 12,00 comunicando agli operatori i dati che saranno inseriti in piattaforma: 0984/8284345; 0984/8284410; 0984/8284249; 0984/8284230; 0984/8284315.

Ecco il link all’avviso:

https://www.comune.rende.cs.it/albo-online/?action=visatto&id=12679