Ven 5 Giu 2020
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Covid-19: allarme violenza sulle donne, tre casi nelle ultime ore

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La coabitazione obbligatoria può diventare un vero e pericolo per tutte quelle donne che combattono già quotidianamente contro un partner violento. A confermarlo sono anche gli ultimi episodi avvenuti in Calabria nelle scorse ore. 

Arrestato la scorsa notte ad Arghilà, con l’accusa di maltrattamenti, un uomo di 38 anni.  L’uomo avrebbe sparato all’ex compagna alle gambe dopo una lite. La donna subito dopo il ferimento è riuscita ad arrivare presso la caserma dei carabinieri dove è stata soccorsa e portata in ospedale. Il 38enne è stato rintracciato subito dopo dai militari che lo hanno tradotto presso la casa circondariale di Arghillà, in attesa dell’udienza di convalida, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. La donna, portata in ospedale, è stata sottoposta ad accertamenti che permettevano di evidenziare due ferite d’arma da fuoco, nonché ricoverata per approfondimenti, risultando al momento non in pericolo di vita.

Ed ancora è stato arrestato a Gioia Tauro un uomo di 30 anni perché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’ubriachezza. A presentare la denuncia la compagna. Il 30enne in preda ad uno stato di alterazione psicofisica, dovuto anche all’abuso di alcool, l’aveva minacciata e picchiata causandole anche la rottura del setto nasale. La donna, trasportata presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Gioia Tauro, è stata poi dimessa con 15 giorni di prognosi. Scattate le manette ai polsi dell’uomo e stato condotto presso la casa circondariale di Palmi, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

In un altro caso, i militari hanno arrestato un uomo di 45 anni sempre per maltrattamenti in famiglia. Il 45enne durante una lite con la convivente, le ha lanciato un coltello. Solo un caso fortuito ha consentito non si consumasse una tragedia. A seguito delle risultanze investigative, che hanno permesso di acclarare le responsabilità, è stato emesso nei suoi confronti un provvedimento di sospensione del beneficio della detenzione domiciliare, cui era già sottoposto, e contestuale aggravamento della misura cautelare in carcere disposta dal Tribunale di Sorveglianza.