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Riflessione, Via Crucis in una piazza San Pietro deserta

di Pierfrancesco Greco
Ieri sera non si udiva alcun rumore: la pioggia non inondava più lo spazio di quella piazza, vuota, solo apparentemente vuota, in un Venerdì sera, in un Venerdì di Passione, per Gesù, per tanti, per Tutti… Anche lo scorso 27 marzo era sera, ed era un Venerdì, anch’esso infiammato dalla Passione; la Passione delle vite attaccate ai respiratori, la Passione di chi offre la propria esistenza per curare ogni vita…  Era un Venerdì, era sera, come ieri… Però c’era la pioggia, che dava forma sensibile a quella Passione: una pioggia che faceva rumore.
Poi, una Preghiera… Da quella sera in poi, da quel venerdì, da quella Preghiera unica, senza precedenti, epocale, la pioggia s’è attenuata, quel rumore, che, come un flagello, come una spina, come un chiodo, come una lancia, piagava il nostro Cuore, la nostra mente, il nostro animo, s’è allontanato… Ieri sera, quello spazio era aperto, anche visivamente, nell’abbraccio alle voci di un mondo a volte nascosto, per lo più adombrato dalla nostra insipienza, dalla nostra falsità, dalla nostra doppiezza: le voci delle carceri, di chi è detenuto e di chi serve, ascolta, giudica queste anime, sepolte nel chiuso delle loro colpe e del nostro egoismo, hanno accompagnato Gesù lungo la Via della Croce, insieme allo sguardo di questo Pastore, anziano, candido, coraggioso e tenace, abbracciato, quasi appoggiato a quella Croce, seguendo la quale egli è guida sicura della Sua Chiesa, Sacerdote fino in fondo, vicino, più di ogni altro, a quell’universo degli ultimi, di cui i luoghi di detenzione sono nebulose oscure, eppure piene di luce, pronta a sbocciare, capace di parlare alla nostra sordità, di farsi vedere dalla nostra cecità, di avvicinarci alla Verità dell’Uomo innocente issato sul Golgota, oltre venti secoli addietro… Capace di trasfigurare la Via della Croce in Via della Luce.
Gesù, aiutaci a comprendere, ad abbracciare la quotidianità di questi fratelli, feriti dall’errore ma curati dal tuo Amore. Aiutaci a dare loro una nuova possibilità; Aiutaci in questo, Tu, che a noi la dai sempre, una nuova possibilità; Aiutaci a deporre il Corpo della tua Parola dal Golgota della nostra infima condotta, ove ogni giorno perseveriamo a inchiodarti, lasciandoti morire, insieme alla nostra coscienza; Aiutaci, persevera ad aiutarci, a liberarci dalla Passione per il futile, a farci gioire della Vita della Pasqua… Aiutaci, Sempre… E ogni piaga, ogni flagello, ogni spina, ogni chiodo, ogni lancia perderà forza, fino cadere, fino a svanire… proprio come quel rumore di pioggia…