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Assunzioni scuola per “titoli e servizi”, Forum Scuola–Università–Ricerca PD non approva

L’emergenza Coronavirus ha comportato una riorganizzazione della macchina scolastica. Uno dei problemi di maggiore impatto riguarda le modalità di assunzione per l’a.s.2020/21, successivamente alla circolare emessa il 1 aprile dalla Ministra della Pubblica Amministrazione, in cui al comma 5 si legge che “lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi concorsuali ovvero in modalità telematica, sono sospese per 60 giorni”.

Il Forum Scuola – Università – Ricerca del PD di Cosenza, manifesta una certa perplessità per la volontà espressa dal Partito Democratico di voler prediligere la modalità concorsuale per titoli e servizi, che non prevede l’espletamento di alcuna prova. 

Ciò rappresenta un problema di sorta per gran parte del personale precario della scuola, già evidentemente deluso dal rinvio delle graduatorie d’istituto. 

Il presupposto da cui partire è la ratio contenuta nella legge 159/19, sostenuta e votata da tutta la maggioranza, in cui si ammettono a concorso tutti i docenti con tre annualità complete, considerando anche l’anno scolastico in corso, dando la possibilità a circa duecentomila precari di concorrere per il conseguimento dei 24.000 posti a tempo indeterminato disponili, o di conseguire l’abilitazione.

È chiaro che modificare l’attuale procedura di svolgimento concorsuale, che prevede la prova computer based e la valutazione dei titoli culturali e didattici, ridurrebbe la platea di precari che ambiscono al posto ai soli docenti che hanno numerosi anni di servizio, escludendo già in partenza circa 150.000 precari che, pur ammessi al concorso per soli titoli, si verrebbero a trovare in una posizione di evidente svantaggio.

La procedura per esami e titoli, che da un lato premia il valore attraverso una quota dell’80%, attribuita in base al punteggio conseguito nella prova computer based, dall’altro fa valere i titoli (molti dei quali acquisiti attraverso piattaforme e-learnig di facile conseguimento) per una quota del 20%, premia chiaramente il merito e garantisce una più equa ripartizione delle possibilità di assunzione. 

Non ascoltare tali aspettative, inasprirebbe di certo i rapporti tra il mondo della scuola e il PD, già abbastanza in crisi da qualche anno per i risvolti della “Buona scuola”.

Il Forum – Scuola – Università – Ricerca del PD di Cosenza, ritiene che in nome del “facciamo presto” non si dovrebbero modificare le modalità del concorso per titoli ed esami, organizzabile in tempi brevi. Non dimentichiamo che la prova based consiste in una prova telematica immediatamente valutata. Nei giorni successivi alla prova telematica avverrebbe la presentazione dei titoli e in pochi giorni si potrebbero stilare le graduatorie. La nomina dei docenti di sicuro avverrebbe sin dall’inizio del prossimo anno scolastico, le cui procedure sono anche state spostate come termine ultimo al 15 settembre.

Gli effetti sarebbero certamente positivi, si eviterebbe un braccio di ferro con il Movimento 5 Stelle (deciso a non modificare le modalità di concorso) e nello stesso tempo si darebbe la possibilità a circa 150.000 docenti precari di poter quantomeno conseguire l’abilitazione.

Il Forum – Scuola – Università – Ricerca ritiene che il Partito Democratico debba riconsiderare la questione e adoperarsi affinché quanto sostenuto e votato in sede di approvazione della legge 159 prosegua senza variazioni.