A seguito dell’ultima ordinanza emanata dal presidente della Regione Calabria Jole Santelli, si scatena la bufera. Confusione, disordine, caos, regnano sovrani dalle ultime ore di ieri sera.
In tanti, tra politici, amministratori locali e gente comune, obietta al contenuto dell’Ordinanza per la fase 2 di ripartenza, stabilita dalla governatrice calabrese, ma forse dimentica che la nostra regione finora è quella in cui, tenendo conto anche della densità di popolazione, ha registrato tra il minor numero di contagi da coronavirus.
«Nel bene e nel male, in salute e in malattia, finché morte non vi separi» così recita la promessa scambiata il giorno delle nozze, ponendo la fiducia reciproca alla base di un duraturo rapporto. Una similitudine alla quale dovrebbero ispirarsi i governatori delle regioni ed i rappresentanti governativi, nel momento in cui si assumono l’ònere e l’onore delle nostre tutele. Ed è, forse, in questa direzione che si è mossa la Santelli, poiché proprio nella prefazione dell’ultimo decreto ha ribadito di aver deliberato le “nuove misure”, sulla scorta “della fiducia”, “Poiché in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo”.
Ma poi, facendo ancora un’ulteriore analisi, ci dovrebbe venir spontaneo pensare: chi più di un presidente della regione può aver voglia di aiutare i suoi conterranei? A quanto pare, i dati, consultabili ovunque, sono inconfutabili. Il governo nazionale, fino a questo momento, quel poco che ha fatto per i calabresi è stato grazie all’intervento dei rappresentanti politici che da qualche mese hanno preso in mano le redini della nostra regione. Ed allora? Perchè non continuare a dar fiducia a chi, ci ha tutelati anche a dispetto delle linee adottate dal Governo centrale, durante la prima fase della pandemia, blindando la Calabria così da proteggere i suoi cittadini?
Evitiamo dunque di fomentare polemiche sterili che lasciano il tempo che trovano e di dare adito ad inutili divisioni. Cerchiamo invece di dimostrare “senso civico e rispetto delle regole” che comunque ancora ci sono e cerchiamo di intraprendere il viaggio verso la normalità!



