HomeAttualitàTragedia di Amendolara, in arrivo i...

Tragedia di Amendolara, in arrivo i familiari dei quattro braccianti morti nel rogo

Nei primi giorni della prossima settimana è previsto l’arrivo in Calabria dei familiari dei quattro migranti che hanno perso la vita nel tragico rogo dell’auto avvenuto presso la stazione di servizio Ip sulla Statale 106 jonica, nel territorio di Amendolara. I parenti, rintracciati in Pakistan e in Afghanistan, giungeranno sul territorio per il riconoscimento delle salme e per l’ultimo saluto ai loro cari.

Le vittime dell’incendio sono Ullah Ismat Qiemi, di 19 anni, Waseem Khan, di 29 anni, Amin Fazal Khogjani, di 28 anni, e Safi Iayjad, di 27 anni. Si trattava di quattro braccianti agricoli che viaggiavano a bordo di una Fiat Ulysse per raggiungere il posto di lavoro nei campi. In relazione alla loro morte, sono stati fermati due cittadini pachistani, Safeer Ahmed e Ali Raza, nei cui confronti pendono le accuse di omicidio plurimo aggravato e sequestro di persona. I due indagati sono attualmente custodi presso il carcere di contrada Petrosa, a Castrovillari.

Funerali con rito islamico e lutto nell’Alto Jonio

Successivamente all’esame autoptico eseguito presso l’ospedale Nicola Giannettasio di Corigliano Rossano, le salme verranno trasferite e consegnate alle famiglie nell’obitorio del cimitero di Amendolara. Le esequie, che seguiranno il rito islamico, dovrebbero tenersi in piazza Giovanni XXIII, nel centro della cittadina jonica.

Alla cerimonia funebre è prevista la partecipazione della sindaca Maria Rita Acciardi, insieme ad amministratori del comprensorio, rappresentanti della politica regionale e provinciale, sigle sindacali, associazioni di volontariato e realtà del terzo settore. Sarà inoltre presente il vicepresidente della Cei e vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino. Per il giorno delle esequie è stata disposta la proclamazione del lutto cittadino in tutti i Comuni dell’Alto Jonio cosentino.

La Regione Calabria sosterrà i costi del rimpatrio

L’amministrazione regionale, per il tramite del presidente Roberto Occhiuto, ha reso noto che si farà carico interamente delle spese necessarie per il viaggio dei familiari delle vittime e per il successivo trasferimento delle salme. Concluse le celebrazioni, le quattro bare saranno trasportate verso l’aeroporto di Fiumicino per il definitivo rimpatrio nei rispettivi Paesi d’origine.

I quattro operai avevano abbandonato il Pakistan e l’Afghanistan alla ricerca di migliori condizioni di vita in Italia. Dopo un periodo trascorso in Sardegna, si erano trasferiti in Calabria usufruendo dei progetti di accoglienza dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas), trovando impiego nel settore agricolo prima del tragico epilogo.

Controlli contro il caporalato nella Piana di Sibari

In concomitanza con gli sviluppi delle indagini, nella Piana di Sibari è stata avviata una vasta operazione di contrasto al fenomeno del caporalato. I Carabinieri hanno eseguito verifiche mirate su aziende agricole e lavoratori nei territori comunali di Corigliano Rossano, Cassano all’Ionio e Villapiana.

Gli accertamenti hanno riguardato la regolarità dei contratti d’impiego, la posizione dei cittadini stranieri, le modalità di trasporto della manodopera e il possesso dei documenti di soggiorno. Nel corso delle attività, nei confronti di un cittadino extracomunitario è stato emesso e notificato l’ordine del questore di Cosenza di lasciare il territorio nazionale entro il termine di sette giorni.