Sab 4 Lug 2020
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Fondo perduto per lo sviluppo della filiera agroalimentare

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Nel regolamento per lo sviluppo rurale e nei documenti che lo accompagnano la ri-localizzazione dei sistemi alimentari e lo strumento principale di questa strategia, la filiera corta, assumono un ruolo di primo piano.

Con la nuova politica di sviluppo rurale europea il sostegno alle filiere corte cessa di essere un semplice strumento di sostegno ad un’agricoltura marginale e non competitiva e diventa un importante strumento per la realizzazione degli obiettivi generali dello sviluppo rurale e per il mantenimento della vitalità delle aree rurali.

Su questa linea il G.A.L. Sila promuove il bando per i progetti di cooperazione sulla filiera corta. 

L’intervento è il 16.4.1 del Piano di Azione Locale – PAL 2017/2021 ed ha l’obiettivo di sostenere azioni e progetti di cooperazione della filiera agroalimentare, sia orizzontale che verticale, finalizzate alla creazione ed allo sviluppo di filiere corte, di mercati locali ed alla promozione delle stesse filiere sui mercati di riferimento, valorizzando le produzioni a forte riconoscibilità territoriale, orientando contestualmente le produzioni agricole verso una maggiore qualità e sicurezza alimentare anche attraverso l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto e di promo-commercializzazione. 

Possono presentare domanda raggruppamenti di almeno tre “piccoli operatori” dei settori dell’agricoltura, dell’agroalimentare e del turismo enogastronomico.

Sono definiti “piccoli operatori” le microimprese a norma della raccomandazione della Commissione 2003/361/CE e le persone fisiche non impegnate in un’attività economica al momento della richiesta di finanziamento.

La scadenza per la presentazione della domanda è fissata al 25 Luglio. La dotazione finanziaria delle risorse messe a bando è pari ad € 200.000,00, il contributo massimo concedibile è pari ad € 50.000,00.

L’intervento ammette spese relative al costo degli studi della zona interessata, studi di fattibilità, stesura di piani di filiera, studi ed analisi di mercato; costi di esercizio della cooperazione quali: spese per la costituzione dell’aggregazione; costi di gestione per l’organizzazione ed il coordinamento del progetto, compresi gli oneri per affitto sede, e le spese sostenute per i consumi connessi; personale; viaggi e trasferte; costi per la formazione; costi di animazione (eventi, manifestazioni, etc.) e costi divulgazione (materiale divulgativo, materiale pubblicitario etc.), costi per attività promozionale sui mercati locali; acquisto o leasing di beni strumentali strettamente connessi alla realizzazione del progetto di cooperazione (mobili, attrezzature d’ufficio, hardware e software), costruzione, acquisizione, miglioramento di beni immobili (opere edili e relativa impiantistica); acquisto ex novo di macchinari e attrezzature; investimenti immateriali quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi commerciali a condizione che siano strettamente collegati all’intervento; spese generali collegate agli investimenti come onorari per professionisti.

La promozione di tale avviso, invita i soggetti interessati a considerare la filiera corta come strumento, oltre che come finalità, delle politiche per la sostenibilità e per il mantenimento della vitalità economica delle aree rurali. Se considerata come finalità infatti, essa viene identificata di per sé oggetto di sostegno; attuando un cambio di visione e considerandola come strumento invece è possibile analizzare il contesto in cui essa si inserisce, anticiparne i possibili impatti e le condizioni necessarie (in termini di prodotti, di modelli organizzativi, di soggetti partecipanti, di tecnologie utilizzate) per raggiungere un pubblico diversificato da coinvolgere direttamente in questa opportunità di sviluppo.

 

Per maggiori info puoi contattare Piano B Event Project Management scrivendo a: [email protected]