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Ospedale della Sibaritide: i sindacati sollecitano la Regione su tempi e servizi

A pochi mesi dalla data prevista per la consegna dei lavori, fissata per ottobre 2026, il cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide in contrada Insiti, nel comune di Corigliano Rossano, torna al centro del dibattito pubblico.

La Fillea Calabria e la Cgil territoriale hanno espresso una forte preoccupazione riguardo all’effettivo completamento dell’opera e alla sua futura operatività. I sindacati hanno rivolto un appello diretto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo di confronto che coinvolga le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali. L’obiettivo è fare piena luce sullo stato dell’arte di un’infrastruttura considerata vitale per l’intera area.

Il nodo dei sottoservizi e della gestione del personale

Sebbene la ditta costruttrice abbia dichiarato che lo stato di avanzamento dei lavori si attesta attualmente intorno al 75%, le criticità sollevate dai segretari generali Simone Celebre e Andrea Ferrone riguardano ambiti che vanno oltre la semplice struttura muraria. Resta ancora da definire il quadro relativo ai cosiddetti sottoservizi essenziali: la rete idrica e fognaria, le strade di accesso, la stazione ferroviaria dedicata e l’approvvigionamento energetico. A queste incognite si aggiungono i dubbi sulla futura dotazione organica e sull’organizzazione dei reparti, elementi necessari per garantire l’apertura ai pazienti una volta terminata la costruzione.

Il contesto della sanità territoriale e il piano di rientro

La richiesta di chiarimenti arriva in un momento delicato per la sanità di Corigliano Rossano, segnato da discussioni interne sulla riorganizzazione dei reparti nei due Spoke esistenti. Nonostante la fine del commissariamento della sanità calabrese, la regione rimane vincolata al piano di rientro, e i servizi sul territorio continuano a mostrare segni di sofferenza. Secondo la Fillea e la Cgil, un intervento risolutivo della presidenza regionale è fondamentale per evitare che l’opera rimanga una cattedrale nel deserto e per assicurare risposte concrete al diritto alla salute dei cittadini della Sibaritide.