Sab 11 Lug 2020
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Lavoratori dello spettacolo, proclamato lo stato di agitazione. Manifestazione anche a Cosenza

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Fanno sul serio i lavoratori legati al mondo dello spettacolo, una delle categorie messe più in ginocchio dal Coronavirus. Il 19 maggio avevano presentato il Documento Emergenza alle Istituzioni, chiedendo espressamente di essere ricevuti con urgenza entro il 30 maggio, ma nulla di fatto e così decidono di scendere in piazza per far sentire la loro voce. L’iniziativa di protesta indetta dal Coordinamento nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, ieri ha organizzato presidi in 12 città. Particolarmente attiva la Calabria, che ha manifestato a Cosenza.

L’assenza di regole e di un riconoscimento giuridico per decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici è un pilastro sul quale si mantenuto in piedi un intero settore dell’economia nazionale.  Ora le cose possono e devono cambiare.

La prime questioni, irrinunciabili e immediate alla quale mettere mano:

Reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori, e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e INPS.

Ed un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica.

Queste le parole degli organizzatori: “Qualora non ricevessimo risposta, preannunciamo la proclamazione di uno stato di agitazione permanente. Con manifestazioni unitarie nelle principali piazze italiane. Fino allo sciopero di tutto il comparto e di tutte le azioni che riterremo più opportune.

Partecipare all’evento vuol dire partecipare in forma simbolica ad una grande mobilitazione nazionale per la cultura, per ribadire tutte e tutti insieme che nei processi di ricostruzione il ruolo della cultura è sempre stato fondamentale.

La Cultura è un bene comune, vogliamo ribadirlo in questa grande manifestazione di piazza virtuale, pronti, quando sarà possibile, a scendere tutte e tutti insieme in una grande piazza nazionale.”