Gio 11 Ago 2022
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Gli Oss di Cosenza: bistrattati, sedotti ed abbandonati

La storia dei 92 OSS esternalizzati dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza è caduta nell’oblio, dimenticata e trascurata da ogni agenda politica e sindacale. I lavoratori continuano, fortunatamente, a lavorare solo grazie a loro stesso sacrificio e per non lasciare indietro nessuno, si sono visti, decurtati parte del loro contratto, pur di salvare i 30 licenziamenti imposti da Coopservice S.Coop p.A. e MultiService Sud al tavolo Prefettizio dello scorso novembre 2019 diretto dalla Dott.ssa Galeone.

Da quel giorno, nessuna notizia è pervenuta. Tutti sembrano essere scomparsi. La promessa di rivedere la posizione dei lavoratori “sfruttati” da 20 anni, dopo la chiusura dell’inchiesta della Guardia di Finanza, i NAS di Cosenza e l’Ispettorato del Lavoro, è anch’essa caduta nel vuoto più assoluto. Un silenzio quasi assordante.

Il prossimo 31 luglio 2020 scadrà l’intero appalto che vede coinvolti anche 150 addetti alle pulizie e 135 circa Ausiliari.

La nuova gara è stata affidata alla Consip e dalle notizie che gli stessi Oss hanno ricevuto pare che il lotto inerente la Calabria sia in assegnazione ma i tempi non sono certi.

Le condizioni degli EX OSS con un contratto part time al 50%, verrebbero pesantemente penalizzate se le promesse di Coopservice, Azienda Ospedaliera di Cosenza, generale Cotticelli e Regione non andassero in porto.

I dipendenti sono seriamente preoccupati per il loro futuro e chiedono al Presidente della Regione, di essere garante delle loro posizioni lavorative.

Cosenza, rimane a tutt’oggi l’unica provincia Calabrese ad essere fortemente penalizzata sulla questione degli OSS.

Tutti, scrive una delagazione di Oss, hanno avuto la possibilità di avere la propria graduatoria dove attingere eventuali assunzioni ed invece Cosenza ha dovuto attingere da graduatorie fuori provincia, penalizzando fortemente i cosentini che non hanno partecipato a concorsi lontani di provincia fatti passare come regionali.

Non abbandonateci. Noi continuiamo a svolgere le nostre attività, pur senza avere un contratto legalmente adatto, che garantisce eventuali infortuni sul lavoro. Eppure lo facciamo da circa 27 anni. Siamo riusciti, dopo 18 anni e tante battaglie, ad essere inquadrati legalmente come OSS avendo riconosciuto un CCNL di riferimento adeguato alle mansioni.

Cotticelli e la Crocco, in pochi minuti, sono risusciti a farci ritornare nell’ambiguità contrattuale e delle mansioni. All’anima della legalità tanta sbandierata!

Chiediamo che l’agenda politica regionale possa fare uno sforzo e mettere di nuovo al centro la nostra problematica che, fino ad oggi, nessuno ha saputo affrontare e risolvere definitivamente senza penalizzare i lavoratori.

Infine, gli Oss cosentini, chiedono alle sigle sindacali e di categoria, che in questi mesi si sono letteralmente dileguati dalla vertenza di restare vicino ai lavoratori e di sostenere con forza l’internalizzazione dei lavoratori perché secondo noi qualcosa non è stato ben compreso negli anni passati, perché l’internalizzazione dei servizi è avvenuta ma lasciando a casa i lavoratori che fino a poco tempo fa garantivano i servizi, pur essendo sottopagati, sostituendoli con nuove leve. Complimenti!”