Mar 16 Ago 2022
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Cassa integrazione, ancora ritardi nei pagamenti. Si scivola nella povertà

Continuano i problemi per la cassa integrazione, soprattutto per quella in deroga, con i ritardi in molte regioni dei pagamenti. L’INPS ha distribuito gli ultimi dati con i numeri dei beneficiari, ed ha ribadito come la colpa dei ritardi non è dell’istituto, ma delle singole regioni che non hanno trasmesso (o hanno mandato in ritardo) le richieste.

Difficoltà ad andare avanti per migliaia i lavoratori che non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione del mese di marzo.

In questi giorni i centralini dei sindacati sono bollenti perché ci sono decine di lavoratori disperati che vogliono sapere quando e se potranno vedere un soldo. A lockdown finito da oltre un mese, infatti, il ritardo nei pagamenti degli ammortizzatori sociali sta mettendo in crisi i bilanci di molte famiglie costrette, in assenza di risparmi cui attingere, a fare ricorso, quando è possibile, alle banche per fidi e prestiti o ai genitori in pensione per riuscire a pagare spese di prima necessità, mutui e bollette.

Ritardi insostenibili che riguardano i lavoratori di tutti i settori ed erano prevedibili da subito. Un rallentamento della procedura che sta facendo scivolare molti nella povertà.

Il problema della lentezza della burocrazia e del fatto che l’accordo non abbia dato i risultati sperati è sottolineato anche da Giacomo Bagnolini, segretario generale della Fisascat-Cisl che si occupa dei lavoratori del terziario e del turismo: “Era necessario che i lavoratori avessero a disposizione i soldi in tempo reale, magari facendoli transitare dalle aziende, mentre, per quel che riguarda le banche, qualche istituto di credito ha reso persino lungo e macchinoso l’ottenimento della cassa integrazione”.

La burocrazia ha pesato tantissimo anche nell’erogazione del bonus di 600 euro previsto per lavoratori autonomi, commercianti e professionisti. Ritardi e mancanze di pagamenti si registrano anche in questo ambito. “C’è chi non l’ha ancora ricevuto – precisa Bagnolini – perché i sistemi informatici della pubblica amministrazione non dialogano tra loro e quindi molti lavoratori stagionali, dopo che il ministro aveva dato il via libera, sono tuttora in attesa di questo sostegno al reddito”.