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Il successo di Gerardo Fortino, 31enne cosentino giornalista e fotoreporter di cronaca internazionale

di Anna Zupi
Gerardo Fortino. Trentun anni, originario di Cosenza, oggi giornalista e fotoreporter di cronaca internazionale.

L’amore per la fotografia è iniziato nel 1996 quando ottenne la prima macchina fotografica che unita alla scorpacciata di documentari tramessi dal National Geographic alimentò il desiderio di superare i confini di casa.

 

Laureato in Scienze della Comunicazione termina il Master in giornalismo a Roma. Nel 2013 collabora con la redazione del “ilmiolibro”del Gruppo l’Espresso e si trasferisce a Kiev in Ucraina dove racconta gli scontri nella capitale.

Tra il 2016 ad oggi ha realizzato molti servizi dal Kenya nelle Baraccopoli di Dandora e Korogocho alla grande discarica di Nairobi e ancora India, Tanzania, Etiopia, Zambia e in Madagascar. Negli store della Feltrinelli online fu distribuito il suo primo libro – “Nairobi l’Inferno dei VIVI” dopo l’esposizione fotografica realizzata presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano.

A seguire pubblica “Ai confini della Tanzania”: due cataloghi fotografici e infine “Cosenza: Non vedo Non sento Ma parlo”, un testo realizzato a seguito di un progetto d’insegnamento presso l’Istituto Lucrezia della Valle di Cosenza.  Oggi ha completato il suo primo docufilm sul Madagascar.

Nel cuore del Madagascar è l’esito documentaristico dell’inchiesta realizzata dal giornalista Gerardo Fortino nella grande isola del continente nero che non è estranea a nuovi colonialismi e al facile contante.
A chi è ispirato questo docufilm?
Un omaggio al grande fotografo Sebastião Salgado e al suo film Il Sale Della Terra. Nel cuore del Madagascar le fotografie in bianco e nero mescolate a video, interviste, documenti e testimonianze, guidano lo spettatore nelle arterie di luoghi sconosciuti e orrori mai cessati.
Come puó suggestionare lo spettatore?
Le intime sensazioni si fondono a crude e spiazzanti fotografie di ritratti e luoghi inesplorati che supportate dai colori delle riprese e delle infografiche creano un connubio perfetto tra inchiesta e antropologia.
A cosa mira questo docufilm? Quale messaggio vuol fare arrivare?
L’autoctona in bilico tra la sopravvivenza e l’estinzione. Un documentario che ha come obiettivo quello di abbattere stereotipi e opportunismi. Senza esclusione di colpi. “Nel
cuore del Madagascar” racconta l’incredibile bellezza africana violentata dal possente piede bianco. Una scarpa da trekking e uno smartphone come surrogato del moderno fucile.