Prima prova generale del ritorno in classe. È stato un quinto anno indubbiamente diverso da come l’avevano immaginato per i maturandi del 2020, a causa delle misure di contenimento del Coronavirus. Per forza di cose i ragazzi hanno dovuto rinunciare alla gita di quinto, ai festeggiamenti per l’ultimo giorno di scuola, alle sedute di studio collettive, ed anche la “Notte prima degli esami” sarà diversa. L’unica cosa identica al passato sarà l’ansia che da sempre accompagna chi si appresta a sostenere il primo vero esame della vita.
Domani mattina gli edifici scolastici delle secondarie torneranno ad animarsi con i docenti e maturandi, per dare il via agli esami di Stato. Per la prima volta tra i banchi anche i ragazzi con insufficienze, ammessi ugualmente all’esame, e con docenti tutti interni ad eccezione del presidente. Esame inedito e molto diverso dal passato visto che si svolgerà con le nuove regole dettate dall’emergenza sanitaria e soprattutto prevede il solo colloquio orale.
Colloqui molto più lunghi del solito, circa 60 minuti, scanditi da 5 fasi: la prima è la presentazione di un elaborato da parte dello studente, consegnato per email entro il 13 giugno e assegnato dai docenti entro il 1 giugno, che riguarda le discipline della seconda prova scritta; quindi sarà la volta dell’analisi di un testo di letteratura italiana tra quelli studiati nel corso dell’anno in sostituzione della prima prova scritta; segue poi una discussione multidisciplinare sui materiali predisposti dalla commissione; quindi una relazione sulle esperienze vissute dallo studente durante il tirocinio dei Pcto (‘Percorsi per Competenze trasversali e l’orientamento’ ex alternanza scuola-lavoro) e per ultimo il candidato dovrà rispondere ad una serie di domande su Cittadinanza e Costituzione che potrebbe, su richiesta della ministra Azzolina, anche riguardare come lo studente ha vissuto il lockdown.



