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Vicenda Parco Acquatico, chi paga le conseguenze? I lavoratori

Sulla intricata vicenda del Parco Acquatico di Rende ancora molti tasselli devono essere inseriti al posto giusto. In merito intervengono, attraverso una nota stampa, l’USB Confederazione Cosenza e COBAS Cosenza:

PARCO ACQUATICO: LA VICENDA NON È FINITA, SIANO TUTELATI I LAVORATORI

Riteniamo positiva, nonostante sia stata assunta con estremo ritardo, la decisione del Comune di Rende di revocare il contratto di gestione del Parco Acquatico Santa Chiara all’attuale ditta appaltatrice.

Era una delle richieste che assieme ai lavoratori avevamo avanzato nel corso della conferenza stampa del 5 giugno scorso.

È evidente che questo atto non basta, la vicenda non è conclusa.
Sarebbe troppo facile e allo stesso tempo irrispettoso nei confronti di decine di famiglie liquidare così la questione. L’amministrazione comunale ha il dovere, attraverso un’azione immediata, di tutelare le persone che, pur avendo lavorato, non sono state retribuiti e sono state costrette a dimettersi.

Chi andrà ora a gestire la struttura pubblica? Quale metodo si seguirà nella concessione dell’appalto? Quando saranno corrisposte le rispettive spettanze agli ex lavoratori ?

Dal punto di vista sindacale riteniamo necessario garantire un futuro occupazionale, all’interno della struttura, ai lavoratori e agli ex lavoratori del Parco Acquatico.

Metteremo in campo tutte le azioni necessarie a garantire il lavoro ed una giusta retribuzione. Vigileremo affinché non si ripetano situazioni di sfruttamento come quelle emerse in questo caso.
La cittadinanza, i lavoratori e le lavoratrici meritano rispetto, risposte e azioni chiare e immediate.